Veganismo: la scelta etica al di fuori dello stereotipo

Motivi e pratiche di vegani, vegetaliani e vegetariani tra ambiente, benessere animale e responsabilità sociale

Il veganismo è una tendenza che si sta sviluppando sempre di più negli ultimi anni. Ad aderirvi sono soprattutto i più giovani, che dimostrano una crescente sensibilità nei confronti di alcune tematiche. Ma che cosa vuol dire veganismo? Di che cosa si occupano i vegani e perché fanno questa scelta?

veganismo 1Innanzitutto occorre fare una distinzione tra veganismo e vegetalismo (o dieta vegetaliana). Quest’ultimo consiste in una serie di abitudini alimentari che mirano ad eliminare dalla dieta tutti gli alimenti di origine animale. Diversamente, il veganismo in senso stretto è una corrente di pensiero che intende ridurre al minimo lo sfruttamento animale. Mentre la scelta di una dieta vegetaliana può essere guidata da una moltitudine di motivi (di salute, estetici, religiosi etc.), il veganismo fonda le sue radici sulla teoria antispecista, e ha in sé risvolti principalmente etici.

Quindi, mentre la dieta vegetaliana si oppone all’uccisione e in generale allo sfruttamento animale a fini esclusivamente alimentari, il veganismo estende questo atteggiamento a tutti gli ambiti della vita. I focus principali sono su prodotti tessili e abbigliamento, medicina e cosmetica, bioedilizia, lotta contro l’utilizzo degli animali in circhi e zoo.

A proposito della dieta vegetaliana, va ribadito che, quando è praticata con attenzione e dagli adulti, non comporta rischi per la salute. L’obiezione che più spesso le viene mossa, tuttavia, è che la produzione di uova e miele, così come del latte e i suoi derivati, non comporta l’uccisione di animali. Infatti ciò che distingue la dieta vegetaliana da quella vegetariana è la scelta di eliminare non solo gli alimenti prodotti attraverso l’uccisione di animali (quindi carne e pesce), ma di ridurre al minimo ogni tipo di sfruttamento a fini alimentari, come per esempio l’allevamento intensivo.

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Come spiega l’Associazione dei Vegani Italiani (Assovegan), questa attitudine punta alla salvaguardia non solo degli animali, ma anche del pianeta. Infatti l’allevamento intensivo è considerata una delle principali cause di inquinamento ambientale. La sua insostenibilità appare evidente nel momento in cui si considerano le quantità di alimenti vegetali (in particolare cereali) necessari ad allevare ogni singolo animale destinato alla macellazione.

Contemporaneamente alla diffusione della dieta vegetariana e vegetaliana però, si è ingigantito un fenomeno sociale che è quello della stereotipizzazione dei vegani. Spesso vengono tratteggiati in maniera ironica, ma ricorrendo ad espressioni offensive, da parte di coloro che non ne condividono la scelta o non ne vedono la coerenza. Si moltiplicano online le pagine e i siti che li considerano succubi di una tendenza generale radical-chic, attori di una forma di ipocrisia “alla moda”. Per questo i vegani sono di frequente ridicolizzati da persone che hanno una scarsa conoscenza del loro pensiero.

Non è da escludere che la sedicente scelta vegana di alcune persone sia guidata da altre motivazioni che non hanno nulla a che vedere con l’etica personale. Ciò non toglie che le abitudini alimentari e lo stile di vita di qualcuno non influiscono su quello degli altri. Ossia, un vegano non costringe le persone intorno a lui a seguire le sue orme (semmai può cercare di sensibilizzare la famiglia e gli amici – sempre con il dovuto rispetto, s’intende).

D’altro canto l’aumento di vegani, vegetaliani e vegetariani, può essere anche letto come il sintomo di un crescente senso di responsabilità collettiva. Responsabilità sociale e ambientale che,  in ultima analisi, va a beneficio di tutti.

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