Celti e simbolismo – Il culto dell’acqua e gli animali acquatici

Per la loro sopravvivenza strettamente legata all’acqua, gli animali acquatici sono messi in relazione con il culto dell’acqua. Quest’ultima è forza purificatrice, rinnovatrice e guaritrice. Non c’è da stupirsi se alcuni dei significati simbolici attribuiti all’acqua vengono associati anche agli animali più legati ad essa, come pesci ed uccelli acquatici. 

L’acqua è il simbolo universale della vita e della sua origine. L’uomo stesso è costituito da un’alta percentuale d’acqua ed ogni essere vivente non può sopravvivere in mancanza di essa. I corsi d’acqua, spesso siti per sacrifici rituali, sono prevalentemente simbolo di fecondità e delle divinità madri. Alcune leggende irlandesi suggeriscono che bere acqua di ruscelli, preferibilmente contenente vermi, conduca alla gravidanza. L’elemento acquatico è ampiamente diffuso nella tradizione letteraria celtica. Ad esempio, CùChulainn ha bisogno d’acqua ogni volta che è eccitato per potersi controllare ed il custode Lludd ne ha bisogno per restare sveglio. Particolarmente noto è il simbolo della fontana della giovinezza descritto nell’Isola del lago misterioso.

L’acqua, però, è collegata anche alla battaglia e alla morte. Scenari acquatici sono talvolta i prescelti per raffigurare l’aldilà. Pesci ed uccelli sono il collegamento attraverso cui è possibile accedere all’oltretomba. Inoltre, donne che lavano il bucato o che fanno il bagno sono un’annuncio di morte per i guerrieri. 

Con l’avvento del cristianesimo il significato di purificazione e di guarigione dell’acqua sopravvive nel sacramento del battesimo. Nella Bibbia viene citata la fontana della saggezza ed inoltre la fontana della fecondità è una delle cose create da Dio all’origine del mondo.

Uccelli acquatici

Abbiamo già trattato di simbolismo celtico sugli uccelli qui. In aggiunta alle straordinarie capacità di tutti i volatili, gli uccelli acquatici sono abili nuotatori e pescatori. Sono in grado di tuffarsi in picchiata e nuotare sott’acqua in apnea. Gli uccelli acquatici a collo lungo compaiono come motivo decorativo tra il VII ed il VI sec. a.C in Europa Orientale. Uccelli acquatici sono particolarmente diffusi come raffigurazioni su spille, cinture ed oggetti comuni. Nella fiabe hanno spesso il compito di riprendere oggetti magici caduti in acqua.

Cigni ed anatre sono spesso difficili da distinguere tra loro ed entrambi sono raffigurati su elmetti e vasi ornamentali. Come molte specie di uccelli, i cigni scelgono un solo compagno per la riproduzione con cui vivono per tutta la vita. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui, sia nella tradizione letteraria che nell’arte araldica, appaiono in coppia spesso legati da catene. Nella maggior parte dei casi fungono da uccelli da richiamo e di fuga dall’oltretomba od in sua direzione.  Nell’arte araldica i cigni sono animali regali della caccia e della cavalleria. La loro bellezza ed il bianco delle loro piume, simbolo di purezza, li ha resi particolarmente propensi ad essere involucri meta per metamorfosi di donne. Ciò non gli preclude comunque di essere il punto d’arrivo di trasmutazioni di punizione e vendetta. Per esemplificare, i quattro figli di Lir, oggetto delle gelosie della seconda moglie Eva, vengono trasformati in cigni costretti a vivere centinaia di anni prima di ritrovare la forma umana. 

L’oca viene messa in relazione con i combattenti per la sua tendenza all’aggressività, pertanto accompagna le divinità della guerra, mentre resti di oche sono state ritrovati in tombe di guerrieri.Infatti in veste di animale sacro non veniva mangiato e nella leggenda del re O’Toole, un’oca si prendeva cura dell’uomo gravemente malato. Differentemente, nella tradizione gallese l’apparizione notturna delle oche è un cattivo presagio.

Similmente all’oca, la gru è collegata a contesti bellici, pertanto è riscontrabile come decorazione di armi, scudi ed elmetti. La simbologia legata a questo uccello acquatico resta tutt’oggi parzialmente oscura. In ogni caso, si tratta di un animale sacro, cosa che si evince dal divieto di consumarne la carne che vigeva in Irlanda nel Medioevo. La gru simboleggia espressioni ambigue, in quanto può essere al contempo un elemento positivo e negativo. Per esempio, era credenza diffusa che le gru potessero sottrarre la forza del nemico ed allo stesso tempo portare fortuna al combattente. Anche le gru sono al centro di eventi metamorfici, ma con l’impiego di sangue di toro si credeva fossero in grado di riprendere le loro sembianze originali.

Pesci

Similmente agli uccelli, i pesci sono considerati migratori tra i mondi, per la possibilità di esplorare fondali acquatici inaccessibili all’uomo. I pesci sono portatori di anime ed oggetto di metamorfosi. I pesci compaiono su monete, paioli, scettri ed altri oggetti della vita quotidiana. Sul celebre paiolo di Grundestrup è raffigurato un delfino che trasporta anime nell’oltretomba.

La trota ed il salmone erano alcuni degli alimenti principali dei Celti insulari, motivo per il quale rivestono un ruolo centrale nel contesto acquatico letterario. Secondo una delle versioni della famosa leggenda del salmone del sapereBaranor cattura il salmone cieco e se ne nutre, divenendo così l’uomo più forte del mondo. Ogni sua azione si riflette a suo favore ed è in grado di guarire con l’uso di olio di pesce ed acqua. In Culhwch ac Olwen il salmone è riconosciuto come l’essere vivente più antico. Ambedue queste specie di pesci simboleggiano Cristo, pertanto si può ipotizzare che ad un certo punto della cristianizzazione salmone e trota sono stati oggetto di tabù alimentari. A tal proposito, la leggenda della trota bianca mostra il tabù, la conversione e l’identificazione con Cristo per mezzo della metamorfosi. Una donna si tramuta in pesce per cercare il corpo del suo promesso sposo sommerso dalle acque di un lago. Prima di allora non si era mai vista una trota bianca tanto incantevole, pertanto nessuno osò mangiarla. Un giorno un malfattore la pescò e tentò di cucinarla arrostendola su un lato. Fu così che la donna ferita riassunse le sue sembianze supplicando l’uomo di lasciarla tornare alla sua disperata ricerca, rimproverandolo ed esortandolo a diventare un cittadino onesto. Ritramutatasi in pesce venne riportata al lago dall’uomo che divenne un bravo cittadino ed iniziò a pregare. Da quel giorno le trote hanno un segno rosso su un lato. 

Bibliografia:

Sabine Heinz, I Simboli dei Celti – Il fascino di un popolo straordinario, Edizioni Il Punto d’ Incontro, 2000

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