“Familiae”: dalla tradizione alla famiglia arcobaleno

Con “Familiae” si attraversano tre diverse famiglie distanti nel tempo e nello spazio, ma accomunate da problemi e lati oscuri e non così lontane dalle famiglie in cui ci si imbatte quotidianamente

Familiae” è il titolo della raccolta che comprende tre trasposizioni di altrettanti spettacoli teatrali scritti, diretti ed interpretati da Tindaro Granata. I tre spettacoli “Antropolaroid”, “Invidiatemi come io ho invidiato voi” e “Geppetto e Geppetto. 1 papà + 1 papà = 1 figlio?” sono incentrati sul tema della famiglia.

In “Antropolaroid” l’attore, interpretando 14 personaggi diversi, ripercorre le tappe della sua famiglia partendo dai bisnonni, fino ad arrivare al momento del suo distacco da Tindari, sua città natale. Nella prima parte il testo è quasi interamente in dialetto siciliano, il che potrebbe rendere la lettura difficoltosa, ma è perfetto per far immedesimare il lettore – e lo spettatore – nell’atmosfera dell’antica Sicilia.

La famiglia di cui Tindaro offre uno spaccato, la sua famiglia, è attraversata da molte controversie, tra cui il rapporto del nonno con il boss Badalamenti, e dello stesso Tindaro con il nipote del boss.
“Invidiatemi” è tratto da un vero caso giudiziario, un caso di pedofilia, in cui la vittima è una bambina di appena due anni. Il processo è solamente il pretesto per insinuarsi all’interno delle parti oscure della famiglia, composta dalla madre Angela – il cui amante Giovanni è lo stupratore della bambina – dal padre Agostino, dalla madre di Angela, Anna Rosa e dalla sorella di Agostino, Francesca.

Spesso la trascrizione di uno spettacolo tradisce l’emozione della messa in scena, ma in questo caso dalle righe emerge la crisi di una donna, Angela, che, non sentendosi più tale e vedendo andare a pezzi il suo matrimonio, si affida completamente a Giovanni arrivando a consegnargli ciò a cui più teneva, ovvero la figlia. Di contro la figura di Agostino, un uomo mediocre succube una volta della sorella, una volta della moglie, incapace di agire con decisione.

“Geppetto e Geppetto” è forse lo spettacolo che tratta il tema più controverso, ovvero quello delle famiglie arcobaleno. I protagonisti, Luca e Tony, sono alle prese con il desiderio di diventare padri e l’unico modo per farlo è la GPA (la gestazione per altri).

Uno dei problemi maggiori della GPA è che solo uno dei due sarà per lo Stato italiano il padre, mentre l’altro non avrà nessun diritto giuridico sul bambino. I dubbi, oltre che di Luca, sono della madre di Tony e di Franca, amica della coppia. Le due rappresentano i dubbi di gran parte della popolazione. Dubbi su come crescerà il bambino senza una mamma, dubbi su chi sarà il padre effettivo del bambino e dubbi su come la società accoglierà il bambino.

Lo sviluppo della storia fa emergere l’inesistenza di famiglie “normali”, nonostante siano composte da una mamma e un papà, e  le debolezze dei personaggi di Luca, che arriva a mettere in dubbio il modo con cui ha cresciuto il figlio, e di Matteo (il figlio) ormai cresciuto e che arriva ad odiare chi lo ha messo al mondo senza pensare alle conseguenze, in una visione utilmente problematica della questione.

Anche in questa trasposizione l’emozione che susciterebbe la vista dello spettacolo non è tradita, ma, al contrario, le parole impresse possono riuscire a suscitare una riflessione più profonda. “Familiae” è un ottimo rimedio per chi non è riuscito a godere delle performance di Tindaro Granata a teatro, ma desidera riflettere su temi molto attuali, emozionarsi e ridere.

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