Rastrellamento in stazione Centrale

Rastrellamento alle porte di stazione Centrale a Milano. Martedì 2 maggio le forze dell’ordine arrivano in piazza Duca d’Aosta e circondano gli immigrati che, secondo Matteo Salvini, “infestano tutti i giorni la stazione Centrale e Roma Termini”.

Da stazione Centrale 52 persone sono state portate in questura per essere identificate. Molti erano senza documenti, alcuni hanno scoperto di aver ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Conclusa l’operazione, a cui hanno preso parte anche unità cinofile, un elicottero e la polizia a cavallo, i mezzi Amsa hanno ripulito la piazza di ogni valigia e sacco rimasto come dimore di quelle persone.

Dopo aver avvisato, quasi in simultanea, il sindaco Giuseppe Sala, i pullman della Polizia hanno bloccato le uscite della stazione tranne quelle laterali, hanno chiuso la metropolitana e circondato gli immigrati creando scompiglio tra i viaggiatori e curiosità tra i passanti.

Tra questi anche il leader della Lega Nord che ha filmato la scena con grande orgoglio: “I reati di spaccio sono a cielo aperto e documentati da tutti. Speriamo che la stazione Centrale torni ad essere a disposizione dei milanesi”. Seguito a ruota da Mariastella Gelmini con l’augurio che il “blitz” sia “il primo di una lunga serie”.

Il blitz, spiega l’assessora comunale alla Sicurezza Carmela Rozza, era stato chiesto da tempo per identificare tutti coloro che stazionano in quell’area. Ringraziano numerosi per l’operazione, c’è anche chi la approva ma in diverse misure. Inoltre Pierfrancesco Majorino ha commentato:

“Mi piacerebbe capire che tipo di risultati portano azioni simili. Mi convince di più la cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio, ma non sono un poliziotto. Vedremo quelli che saranno i risultati effettivi di un’opera simile. L’accertamento delle condizioni e dello status dei richiedenti asilo deve, accompagnarsi, sempre, con il rispetto dei diritti umani”

La presenza di Matteo Salvini sul luogo testimonia, secondo Paolo Limonta, l’errore di questo gesto, il consigliere comunale inoltre coglie l’occasione per ricordargli che si tratta di “uomini, donne e bambini che fuggono da condizioni disperate”, al contrario per Salvini era un’indifferenziata pulizia della piazza durante la quale è riuscito a scontrarsi col tunisino Hichem Msabhia, guida turistica con tesserino, che lo accusava di essere la vergogna dell’Italia, mentre un altro uomo, italiano, li contesta: “Noi siamo qui tutti i giorni, oggi tu ci sei perché ci sono le telecamere”.

Dall’opposizione antifascista giungono le voci e gli striscioni di quanti hanno subito manifestato fuori dalla questura: “Hanno deportato decine di persone in stazione Centrale, negando loro assistenza legale” e hanno chiesto “un intervento anche da parte del Comune e dell’assessore Majorino, perché l’antirazzismo delle istituzioni non si esprima solo a parole. A Milano non possiamo vedere scene degne dei rastrellamenti nazifascisti, migranti messi sui camion come bestiame”.

Appellandoci alle parole di questi ultimi e di Pierfrancesco Majorino, restiamo umani.

 

Credit immagini:    https://italiapost.it/milano-migranti-controllati-stazione-centrale     http://www.today.it/politica/blitz-immigrati-stazione-centrale-milano.html       http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/polizia-stazione-salvini-1.3081973

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