Il Trickster: un archetipo mitologico tra il sacro ed il tragicomico – Popoli a confronto

Il Trickster è una figura mitologica ricorrente in molti popoli. Si distingue per un’eccezionale abilità nell’inganno, straordinarie pulsioni biologiche e sovrabbondanti parti del corpo. Personaggio comico ed amorale, è sessualmente iperattivo ed irrispettoso dei tabù sociali.

Assume la valenza di un archetipo mitico, quale il trasformista o l’eroe culturale, che interviene nella formazione della cultura umana all’epoca mitica dell’origine del mondo. Talvolta è l’intermediario che dona all’umanità il sole, il fuoco, l’agricoltura o la morte. Altre volte interferisce con il disegno creativo dell’Essere Supremo. Appare sotto forma umana oppure di animali noti per agilità ed astuzia. Più frequentemente è un maschio, ma assume volentieri forme femminili per concepire o partorire.

Il Trickster rappresenta una complessa combinazione di tre livelli di sacralità: il divino, l’umano e l’animale. Egli mima per mezzo dell’esasperazione i bisogni, i desideri reconditi e le debolezze umane. È l’imperfetta raffigurazione di un’intelligenza ambiziosa ma limitata. Nonostante la goffaggine delle sue mosse, le sue disavventure si traducono in una ridicola apoteosi di astuzia. La natura dei suoi inganni è particolarmente sottile: simula sia ignoranza che scaltrezza. Non è incline alla malvagità, piuttosto ricorre a stratagemmi per sopravvivere. Essendo dominato da necessità smodate non può farsi scrupoli e non accetta la sconfitta. Con duplicità, il Trickster cerca di convincere che intende portare al fallimento dei suoi piani, così che dalla catastrofe scaturiscano benefici. Per quanto siano aspetti comici ed estremamente esagerati, sono comuni a tutti i Trickster un’appetito vorace, una lussuria implacabile, escrementi di proporzioni esorbitanti e flatulenze cosmiche. Il Trickster è investito di una sacralità diversa da quella degli altri esseri divini, che gli viene conferita proprio per le sue costrizioni biologiche e per il suo brillante acume limitato. Per questa ragione egli è il simbolo della condizione umana e le annoverazioni dei suoi racconti costituiscono la mitologia dell’incarnazione. Questo briccone divino si prende gioco di esseri divini, uomini, animali e persino di se stesso, divenendo parodia di tutto ciò che che anela alla perfezione. Rispecchia il processo dell’immaginazione religiosa, che avanza la pretesa di far dono agli umani della sperimentazione del sacro, pur non conducendo necessariamente alla serenità della fede, propendendo invece per un imprevedibile e frenetico tumulto di sensi. Non rappresenta la mistica contemplazione del singolo, ma il godimento sensuale della molteplicità e dei contrari. In sintesi, il Trickster rappresenta una commedia umana sotto forma di dramma sacro, palesando la condizione ironica di una mente limitata, ma con il desiderio sconfinato di relazionarsi con i significati di ciò che la circonda.

Ai fini della ricerca antropologica, alcune esemplificazioni di trickster verranno di seguito divise per aree geografiche.

 

Trickster dell’Africa

Inizialmente, nel continente africano il Trickster era un espediente narrativo per suscitare nei bambini una fantasiosa concezione morale. In seguito si è affermato come elemento appartenente al mito ed alla vita quotidiana, svolgendo ruoli nell’economia, nei riti di passaggio e nella conversazione. Motivo per il quale la piena comprensione dei trickster africani è possibile solo con la conoscenza del linguaggio, delle usanze e dei costumi di molti popoli.

Legba il dio Trickster dei Fon e maestro della dialettica, è il figlio di Mawu-Lisa nonchè il suo interprete verbale. Dei ed umani che intendono avvicinarlo devono prima interluquire con Legba. La sua imprevedibile mediazione ricorda a costoro che l’autonomia comporta un rischio nei rapporti.

Esu il Trickster degli Yoruba è anche il Signore del baratto al mercato. Il mercato è un fatto sociale molto importante per questo popolo, al punto che segna l’inizio e la fine di ogni settimana. La maestria negli scambi di Esu assicura una buona riuscita o un decadimento degli affari. Egli non detiene tutte le risposte divinatorie, ma si assicura che la divinazione possa proseguire.

Il popolo Kaguru utilizza questa figura mitologica come metafora delle norme sociali, dei loro stili di vitae dei concetti fondamentali della loro cultura. Allo stesso modo gli Ashanti negli anansesem “racconti dei ragni” e gli Asanda nei racconti del ragno Tore, considerano gli insulti e le bugie dei loro trickster come la rivelazione della sacralità dell’ordine sociale. Queste storie danno una lezione di perspicacia ed insistono nel dimostrare che l’essenza della esistenza umana, nonché il punto d’incontro di ogni forza, si manifesta con la tendenza alle malattie, il diniego dell’ospitalità e la rivalità sessuale. Nell’illustrare il potere di disgregare ogni cosa, un popolo auto-afferma la capacità di comprendere e ricordare l’insieme dei fattori che compongono la propria idendità culturale. I Trickster africani come Ananse degli Ashanti, Mantis dei San, Ogo-Yoguro dei Dogon, fanno tutto ciò che è in loro potere per rivendicare il diritto del linguaggio umano di trattare qualunque argomento.

Trickster dell’America Settentrionale 

Le tradizioni orali del continente nordamericano rivelano diverse sfaccettature di questa fondamentale figura mitica, concordando nell’idea di un eroe tribale che vive di espedienti, cercando di creare un cosmo e trovarvi all’interno il suo spazio. Nei miti, l’attività del Trickester ricorda il viaggio nel mondo degli spiriti dello sciamano, la figura religiosa e spirituale all’epoca più diffusa in quest’area. Nei suoi racconti sdrammatizza con umorismo come, ad esempio, le storie dei suoi voli con le anatre o sul dorso di un rapace che immancabilmente si concludono con una rovinosa caduta, sono un pretesto per una grossa risata.

Dal Pacifico dell’Alaska al Canada, il Trickster dominante è Corvo. Alcune tribù gli attribuiscono la creazione della terra ferma. Il furto del sole è un tema centrale nella mitologia nordamericana e, solitamente, narra le gesta del Trickester o di animali da lui guidati. Nel ciclo di miti su Corvo, il sole è conservato in una scatola. Per impossessarsene si trasforma in una goccia d’acqua bevuta dalla figlia del capo,viene successivamente da lei partorito sotto forma di neonato. Piangendo per farsi dare la scatola, la ottiene così da riprendere le sue sembianze, volare via e liberare il sole.

Negli Stati Uniti nordoccidentali il Trickster è Coyote, il creatore degli uomini. Il principale mito che lo riguarda narra della liberazione dei salmoni. Desiderando le due mogli di suo figlio, ricorre alla magia per farlo rapire e per sostituirsi a lui. Al ritorno del figlio, Coyote viene gettato nel fiume Columbia e viene trascinato dalla corrente. Giunto alla foce si tramuta in neonato ed una volta ingannate le donne che sorvegliano i salmoni, li libera e li guida alla risalita del fiume.

Negli Stati Uniti sudorientali il Trickster principale è Lepre, un ragazzo precoce che abita con la nonna, il quale con sciocche ed eroiche imprese rende il mondo abitabile. Degno di nota è, in ultimo, il Trickster dei Lakota il ragno Inktomi che presenta aspetti molto simili a Coyote.

 

Trickster dell’America Centrale e Meridionale

I trickster dell’America centrale e meridionale mostrano le contraddizioni che stanno alla base dell’esperienza umana, come carnalità e spiritualità, ambizione e limitatezza. Per esemplificare, nell’Equador orientale il Trickster Shipibo è un formichiere che scambia il suo manto con quello di un giaguaro. Il risultato della sua impresa è la realtà del mondo umano, una dimensione in cui apparenze e forme fisiche possono essere ingannevoli, in quando è possibile, ma soprattutto lecito, credere che un giaguaro è un formichiere ed un formichiere un giaguaro.

Temi ricorrenti nei racconti dei trickster di quest’area sono l’utilizzo di feci, principalmente usate per distrarre od intimidire l’avversario, e stranezze sessuali. Ad esempio, Tokhwàk il trickster dei Mataco del Brasile agisce da bisessuato, corteggia le donne e si lascia sedurre da uomini. In Messico Mujer Enredadora “ammaliatrice” è adultera, promiscua e seduce gli omosessuali. E’ descritta con una vagina dietro al collo e rende gravidi gli uomini che si uniscono a lei.

Un altro trickster degno di nota è il Trikster Azteco Tezcatlipota (letteralmente “specchio fumoso”), il quale usa uno specchio di ossidiana in cui fa riflettere i suoi interlucutori per confonferli. Si presenta sotto molte forme, tra cui Huehuecoyotl “coyote tamburo”, folletto patrono del canto e della danza. Infine, il Trickster del popolo Desàna della Colombia meridionale è una femmina di tartaruga, la quale mette in un sacco delle scimmie primordiali, un giaguaro, una volpe, un daino ed un tapiro, con lo scopo di utilizzare le loro ossa per il suo diletto. Ad esempio, ricava un flauto da una zampa di giaguaro.

 

Bibliografia:

Oggetto e modalità della credenza religiosa (1º di 17 volumi dell’Enciclopedia delle religioni diretta da Mircea Eliade), Milano: Jaca Book, 1993. p. 588 – 597

 

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