Il paradosso di Pioltello: è nato prima il brindisi o l’esplosione?

L’attentato di Manchester ha portato la consueta ondata di xenofobia. La notizia di festeggiamenti in sequito all’esplsosione ha alimentato il razzismo, con conseguenze molto gravi.

Recentemente, anche su questo stesso giornale, si è tanto discusso di bufale e fake news e l’esplosione di Manchester del 22 maggio indubbiamente ben si prestava, soprattutto al momento dell’attentato, ad un’esagerata fuga di notizie.

Tuttavia le molteplici informazioni che si susseguono nei concitati attimi successivi ad un simile evento sono date dalle agenzie in buona fede; ovvero l’inesattezza è, il più delle volte, determinata dal voler rendere i cittadini consapevoli di ciò che è avvenuto.

Ciò che è accaduto a Pioltello tra il 23 e il 24 maggio nulla ha a che vedere con l’informazione giornalistica e rientra in quei fatti causati in parte da notizie false e in parte dall’islamofobia dilagante di questi giorni.

Il 23 maggio un giornalista ha ricevuto una soffiata, senza poi verificarne la veridicità, in cui l’informatore affermava di aver sentito dei festeggiamenti nel bar Marrakech di via Monza in seguito alla riuscita dell’attentato. La notizia è diventata di dominio pubblico, in modo particolare sui social, dopo il servizio andato in onda il 24 maggio durante la nota trasmissione “Mattino 5”.

Le ritorsioni, purtroppo, non sono state solo sui social, poiché qualcuno, senza aspettare le verifiche dei carabinieri, che hanno poi scoperto che il brindisi incriminato è avvenuto prima dell’attentato, ha deciso di dar fuoco al locale nella notte del 25 maggio. L’incendio, grazie all’intervento dei residenti del quartiere che hanno prontamente avvertito le forze dell’ordine, non ha distrutto tutto il locale, ma ha danneggiato solo la saracinesca.

Questo fatto è sconvolgente per diversi motivi: in primo luogo si fa fatica a credere che un giornalista di una rete televisiva nazionale non abbia verificato la notizia prima di ricavarne un servizio.

In secondo luogo è aberrante osservare la caccia alle streghe che avviene in seguito ad un attentato; ciò che interessa non è informare correttamente i cittadini ed indagare, per tentare di trovare delle soluzioni, le cause del terrorismo, ma trovare un colpevole, qualcuno da dare in pasto alla gente, dimodoché questa possa sfogarsi e non pensi al problema concreto del terrorismo.

Fare giornalismo dovrebbe voler dire, prima di ogni cosa o di qualsiasi opinione, fornire notizie vere e verificate, non mandare in onda un servizio solo perché ciò che riporta é ciò che gli spettatori vogliono sentirsi raccontare.

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