Le onde silenziose di Carofiglio

Se un’onda travolge, “si perde del tutto il senso della posizione. Non sai dov’è il sopra e dov’è il sotto”.  Carofiglio così descrive la sensazione di essere sommersi nelle onde devastanti che la vita riserva a tutti, e sotto le quali bisogna ritrovare al più presto la forza di respirare.

 

“Il silenzio dell’onda” è una prova nuova per lo scrittore pugliese, capace di raccontare una storia intima in cui il lettore facilmente si rispecchia. Il romanzo è stato pubblicato nel 2011,  concorrendo per il Premio Strega del 2012.

La vita del protagonista, Roberto, è scandita dalle sedute che svolge due volte a settimana con uno psicanalista, per riemerge da un passato da infiltrato tra narcotrafficanti. Parallelamente, vi è Giacomo: un ragazzino taciturno e riflessivo, che attraverso i suoi sogni riesce a decifrare il complesso mondo adolescenziale.

Entrambi hanno in comune la mancanza del padre, il tema che più ricorre nel romanzo. Roberto, dopo aver tentato il suicidio, deve rieducarsi alla vita. Giacomo deve imparare a vivere.

Nonostante la prosa semplice e scorrevole, Carofiglio riesce a proiettare il lettore in due “altrove”: il passato di Roberto, e il mondo onirico di Giacomo. Due sensibilità diverse che sono, però, destinate ad incontrarsi: ad unirli sarà, infatti, Emma – una ex attrice di teatro – madre del ragazzo, e paziente dello stesso dottore che cura il protagonista adulto.

Emma e Roberto condividono un senso di colpa ineluttabile: la prima, per aver lasciato il padre di Giacomo, condannando il piccolo ad una vita senza un punto di riferimento paterno; e Roberto per essersi sottratto al ruolo di genitore, con un figlio finora sconosciuto.

Il ritmo del romanzo è caratterizzato, come quello dell’oceano, da un sentimento di calma serafica nei suoi abissi, mentre in superficie è scosso da moti ondosi devastanti: odio, rancore, rammarico; ma anche sofferenza e ricordo.

Vi è sempre un modo di riemergere dal dolore, sembra voler comunicare il libro. Vi è una dimensione di riscatto dalla sofferenza nel farsi prossimo per gli altri (come farà Emma con Roberto, e come farà Roberto con Giacomo – aiutandolo ad affrontare il trauma di una compagna di classe ridotta alla prostituzione minorile). L’onda iniziale, che fa perdere ogni cognizione spazio-temporale, è destinata prima o poi a finire e il surfista a riemergere con lei; finanche trovando il coraggio di ri-immergersi nella vita, stringendo i denti e affrontando i più alti flutti. Soprattutto se insieme a qualcuno cui tenere la mano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *