La Danimarca è il paese più felice del mondo, il contributo del Risengrød

Gli studi dimostrano che la Danimarca è uno dei Paesi più felici del mondo: di certo è merito del welfare avanzato. Ma anche la cucina fa la sua parte

La Danimarca è il più piccolo dei paesi scandinavi e uno dei paesi più felici del mondo. Nonostante le temperature rigide i danesi sono tra i popoli più soddisfatti. Gli elementi che fanno sì che questo sia possibile sono la fiducia nelle istituzioni, l’ottimo sistema sanitario, l’accesso all’istruzione gratuito per tutti e tassi di disoccupazione molto bassi.

La natura è il cuore pulsante della Danimarca come per tutti i paesi del nord e anche le cittadine danesi sono piene di colori per riempire le spesso grige giornate invernali.

La gastronomia danese ha radici profonde nel passato. Trova le sue origini nelle cucine di campagna dove il cibo era principalmente un’arma per difendersi dal freddo. Uno degli ingredienti cardine della cucina danese è la carne, specialmente quella di maiale. Trovano il loro posto nelle ricette classiche anche le verdure e le patate. Il pollame e il pesce fanno parte della dieta dei danesi, anche se preferiscono alimenti ricchi di proteine, vitamine e dai valori nutrizionali alti. Anche i danesi sono maestri nella conservazione dei cibi ed eccellenti pescatori.

Le aringhe marinate, i merluzzi essiccati, le polpette, conserve di frutta e ovviamente i dolci sono nelle specialità gastronomiche della Danimarca. Negli ultimi anni per altro il paese si sta affermando nella New Nordic Cusine.

Uno dei piatti più amati e semplici della cultura danese è il Rødgrød – porridge – che, seppur dolce, la domenica trova il suo posto in tavola come portata principale e spesso viene servito per cena durante la settimana. È così amato che le varianti sono diventate numerosissime e a Copenaghen esiste un ristorante che serve esclusivamente questo piatto.

Il Rødgrød può essere a base di avena o di segale o d’orzo cotti nel latte o nella panna. Può essere servito sia caldo sia freddo e accompagnato da frutta fresca o secca, da conserve, cioccolato, bacche.

La tradizione vuole che si conservi nel Barselspotte – pentola della maternità – un contenitore di ceramica, panciuto e col manico, che per tradizione si portava alla neomamme pieno di porridge, ma un normale Tupperware va altrettanto bene.

I danesi non solo si sono specializzati nel porridge ma hanno fatto proprio l’uso del riso nella preparazione. Il riso ricco di amido lo rende quasi un budino cremoso.

Per preparare il Risengrød -rice pudding  è necessario un riso dai grani corti, in Danimarca viene utilizzato il grøtris ma si può utilizzare anche l’arborio o il carnaroli che, tra quelli reperibili in Italia, sono i più ricchi di amido. Quello che rende questo dolce diverso da quello preparato altrove è la cottura molto lenta, circa un’ora, che lo rende estremamente cremoso.

In una pentola dal fondo spesso mettere 100 ml di acqua, quando arriva a bollore calare 225gr di riso per risotti, i semi di vaniglia e lo stesso baccello svuotato. Lasciar bollire a fuoco medio-basso per circa 10 minuti o comunque finché l’acqua non si quasi del tutto assorbita. Mettere il riso in 1/2L di latte intero e lasciar cuocere a fiamma molto bassa. Mescolare spesso per evitare che si formino grumi e che il riso si attacchi sul fondo della pentola. Prestare particolare attenzione a verso fine cottura quando è più semplice che il composto di attacchi. Far cuocere per circa 30 minuti o comunque finché non avrà quasi la consistenza di una crema. A metà cottura si può aggiungere un po’ di panna per renderlo più cremoso.

Servire ancora caldo in ciotole e cospargere di cannella, zucchero e una noce di burro nel centro.

Le proporzioni e i tempi di cottura vanno adattati alla tipologia di riso utilizzati.

E come dicono in Irlanda:

spare your breath to cool your porridge

 

Fonti:
http://luoghidavedere.it/luoghi-da-vedere-allestero/cosa-vedere-danimarca/danimarca-cosa-vedere_7406
http://nordicdiner.net/scandinavian-rice-porridge/

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