I Warriors contro Trump: un anello contro il razzismo

I Golden State Warriors hanno deciso di non presenziare all’incontro con Donald Trump, in seguito alla loro vittoria dell’anello dell’Nba. Ciò è da considerare come una forte presa di posizione contro le idee xenofobe del leader statunitense.

Nella notte italiana tra il 12 e il 13 giugno la franchigia degli Warriors si è aggiudicata il titolo Nba, chiudendo sul 4-1 la finale contro i Cavaliers di Cleveland, campioni in carica.

I neo-campioni dopo la vittoria hanno preso una decisione storica; hanno infatti deciso di boicottare il rituale incontro alla Casa Bianca con il Presidente.

La causa è indubbiamente da ricercare nelle idee xenofobe di Donald Trump, che fin dalla campagna elettorale ha fatto della lotta all’immigrazione un suo cavallo di battaglia.

I giocatori dell’Nba, al 75% afroamericani, si sono, già dall’insediamento del Presidente, schierati contro la sua ideologia; LeBron James, campione affermato ed afroamericano, aveva dichiarato che non si sarebbe trovato a suo agio a festeggiare e a scherzare con Donald Trump.

La presa di posizione della franchigia californiana è un forte messaggio contro il razzismo del leader statunitense e fa ancora più scalpore dal momento che il basket è lo sport più seguito in America (può essere considerato al pari del calcio in Italia) e una simile decisione può avere forti ripercussioni sul consenso di Trump.

Pare che l’America stia prendendo coscienza delle folli idee del presidente insidiatosi a gennaio e l’unanimità con cui i giocatori di Golden State hanno votato contro l’incontro di rito è solo uno dei tanti episodi a dimostrazione di questa tesi.

Certamente la strada per sconfiggere il razzismo è ancora lunga, ma è confortante vedere una presa di posizione così netta da parte di campioni così noti. Occorre infatti una presa di coscienza da più parti per fronteggiare il problema, per far capire al popolo che l’immigrazione non è sempre il primo dei problemi e che, nel caso in cui lo fosse, il razzismo, la xenofobia, non sono i modi più adatti per superarlo.

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