Mirror, musica e dedizione – intervista ad un duo “allargato”

I Mirror sono un duo musicale che nasce nel 2013 come il risultato del perfetto connubio tra sperimentazione musicale e grande ambizione. I fondatori sono Giosia Perretta e Laura Troilo, i quali hanno deciso di condividere con Elzevirus il loro passato, presente ed i loro progetti futuri. Giosia suona la chitarra acustica, il pianoforte e si occupa delle seconde voci; Laura è la cantante principale. Il loro repertorio comprende sia cover che canzoni originali, cantate in italiano e in inglese, prediligendo il genere pop. I temi più ricorrenti nei loro brani sono l’amore, la protesta contro la violenza e la leggerezza della quotidianità. La semplicità dei testi, però, non deve ingannare: alcune “perle poetiche” sono intessute nel magma sonoro delle canzoni. È importante ricordare, inoltre, che dal 2016 i Mirror sono affiancati dal bassista Antonio Perretta, dal batterista Joel Oesch e dal violoncellista finlandese Antti Hyvärinen che, inserendosi nelle trame pop del duo, impreziosiscono le sue melodie.

Antti, Antonio, Giosia, Laura, Joel (da sinistra a destra)

Partiamo dal vostro background artistico: come vi siete conosciuti? Quando e perché avete deciso di interessarvi alla musica?

Laura: Ci siamo conosciuti nel 2013, ad un casting di un cortometraggio amatoriale, intitolato “Sense”, organizzato dalla scuola di Bellinzona (TI), dove frequentavamo le superiori.

Giosia: Sì, ci siamo conosciuti nel 2013. In seguito al nostro primo incontro, ci siamo visti e abbiamo suonato insieme. Da lì, abbiamo visto che tutto “funzionava” e, quindi, sarebbe stato un peccato non iniziare un progetto musicale tutto nostro. Abbiamo iniziato dall’esecuzione delle cover, fino ad arrivare ad oggi in cui scriviamo canzoni di “nostro pugno”. Così è nato il nostro duo Mirror che, attualmente, si è “allargato” con la presenza di altri tre musicisti.

Qual è il genere musicale in cui vi riconoscete di più? E qual è, invece, il genere che ritenete piuttosto distante dalla vostra prassi esecutiva?

Giosia: Direi che il genere che più eseguiamo e in cui più ci riconosciamo è sicuramente il pop, almeno in questo momento. Il più lontano è sicuramente il rap.

Laura: Sì. Aggiungerei Metal e Heavy metal come generi più distanti dalla nostra prassi esecutiva.

Preferite suonare e cantare cover delle canzoni degli artisti famosi o brani musicali da voi scritti?

Laura: Ci piace fare entrambe le cose. Innanzitutto, perché con le cover riusciamo ad avvicinare più le persone perché, chiaramente, sentono un repertorio che già hanno ascoltato e che conoscono molto bene, nella maggior parte dei casi. Certo è, però, che vogliamo aggiungere anche qualcosa di “nostro”, lasciando una nostra impronta. Per questo suoniamo anche ciò che scriviamo noi, rivelando la nostra identità come band.

Chi si occupa del testo delle canzoni e chi del supporto strumentale?

Giosia: Tendenzialmente, Laura si occupa del testo e io della musica. Occorre precisare, però, che non c’è una suddivisione così netta dei compiti. Ci sono canzoni che ha scritto solo lei, altre solo io.

Laura: Sì, infatti. Spesso capita che Giosia mi manda un giro di accordi, una melodia o una parte strumentale ancora in stato embrionale che sviluppo scrivendo il testo. Capita anche che ci scambiamo i compiti o che, invece, insieme ci occupiamo sia della musica che del testo.

Raggiungere fama mondiale o ottenere un proprio stile e un’identità: cosa è più importante per un musicista secondo voi?

Laura: L’ideale sarebbe trovare una combinazione tra le due opzioni. Direi raggiungere la fama mondiale grazie al proprio stile e alla propria identità come band.

Partecipate spesso a eventi in cui vi esibite? Quali tra questi ricordate con più soddisfazione e perché?

Giosia: Certo è che, appena possibile, non perdiamo occasione per esibirci dal vivo. Occasionalmente, al sabato, suoniamo al mercato di Bellinzona (TI) in Piazza Nosetto, aggiungendo vivacità ad un evento così cadenzale, ma allo stesso tempo variegato di per sé. Oltre a questo impegno, partecipiamo anche a diversi concorsi in Svizzera. Gli eventi che ricordiamo con più soddisfazione sono il Concorso della solidarietà per cui abbiamo scritto la canzone “Volerò per te” nel 2016 e un open air a Tegna (TI) in cui abbiamo suonato nel 2015.

Laura: Il Concorso della solidarietà lo ricordiamo con soddisfazione perché abbiamo vinto il Premio Portatori di pace 2016. Anche l’open air di Tegna lo ricordiamo con particolare piacere per il bel clima, per le belle persone che ci ascoltavano e ci sostenevano.

Quali sono le canzoni che avete scritto voi e che vi piacciono di più? Quali vi riescono particolarmente bene?

Giosia: Direi che “Lucente blu” ci riesce particolarmente bene. L’ha scritta Laura: anche con il resto della band si è formato immediatamente un bel suono, una bella sintonia. Inoltre, a me piace molto anche “A word that another can rhyme”, scritta sempre da Laura, in inglese: è molto malinconica… mi piace! Voglio aggiungere che, autonomamente, ho auto-prodotto un EP che si intitola “Time and space”, contiene quattro brani strumentali al pianoforte. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono ascoltare della musica rilassante.

Laura: Sì, condivido. Aggiungerei anche la canzone che abbiamo scritto per il Concorso della solidarietà, “Volerò per te” e “Fuoco unanime” grazie al quale abbiamo ottenuto il riconoscimento Portatori di pace 2016.

Veniamo alla scelta del nome della vostra band. “Mirror” significa “specchio” e la simbologia legata a questo termine è molto ampia: come ci siete arrivati?

Giosia: Non è nulla di profondo in sé, come si potrebbe pensare di primo acchito. Certo, ognuno può attribuire un proprio significato, anche profondo. “Mirror” nasce dal fatto che, prima della formazione della band, ci facevamo le foto a degli specchi o a delle superfici con una base riflettente. Da lì, non ci sono stati dubbi: Mirror è stato subito aggiudicato!

Vi sentite più a vostro agio tra le quattro mura della vostra sala prove o nei vostri concerti live?

Giosia: Ovviamente, ti senti più a casa in un luogo che conosci, dove normalmente si prova. È anche vero, però, che con il pubblico s’instaura un’emozione che non esiste tra le quattro mura della sala prove. Forse è più piacevole quando si ha qualcuno di fronte che ci ascolta e ci supporta, cantando con noi.

Laura: Sono due emozioni diverse, entrambe belle. Sono d’accordo col fatto che sono più stimolanti i concerti live.

Qual è l’artista/band che ascoltate più frequentemente ed è la vostra fonte di ispirazione? E qual è l’artista/band con cui vi piacerebbe collaborare?

I Mirror a Palco ai Giovani. Lugano, 9 giugno 2017

Giosia: Personalmente, ascolto spesso gli Smiths e da loro prendo ispirazione, in particolare da Morrisey, il cantante del gruppo musicale. Come si può comprendere, quindi, mi rifaccio agli anni 60-70. Ovviamente, le nostre canzoni non sono una “copia” di quanto è già stato composto e cantato, ma forse, inconsapevolmente, un’influenza dei cantanti e delle band preferite c’è. Per questo motivo, se potessi scegliere, mi piacerebbe collaborare con Morrisey.

Laura: Anche io prendo spunto dalla stessa epoca. Non prendo ispirazione particolarmente da qualcuno, ma ascolto i Roxette ed i Dire Straits. In ambito italiano, mi piacciono gli Stadio e Mango. Io, invece, preferirei collaborare con un artista italiano, piuttosto che straniero: forse perché mi sento più vicina a qualcuno con cui condivido la lingua italiana.

Quali sono i vostri progetti futuri a livello discografico? Parteciperete a degli eventi che vorreste ricordare ai vostri fan affinché vi seguano?

Giosia: Proprio il 9 giugno, abbiamo suonato al Palco ai Giovani in Piazza Manzoni a Lugano (TI). Al momento, stiamo lavorando ad un EP auto-prodotto a cui ci stiamo dedicando con molta attenzione e tranquillità e prossimamente sarà pubblicato. Nell’immediato futuro, quindi, ci dedicheremo all’EP e alla realizzazione di diversi videoclip che saranno presto disponibili sui social.

Laura: Inoltre, possiamo dire ai nostri fans di seguirci sulla pagina Facebook (qui) e sul canale Youtube (qui), perché lì siamo molto presenti e lì informiamo di prossime ed eventuali date in cui suoneremo.

Foto dell’autrice

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