Gli Ewe-Fon dell’Africa occidentale – Una grande famiglia

Gli Ewe ed i Fon sono popoli che rientrano nella stessa famiglia culturale e linguistica gbe. Condividono anche usanze religiose e modalità di rappresentazione artistica. Talvolta, vengono considerati per ragioni puramente convenzionali un unico gruppo, definito Ewe-Fon. Abitano l’area dell’Africa occidentale compresa tra la costa e l’entroterra del Benin, del Togo e del Ghana orientale. Sebbene le somiglianze ed la mescolanza culturale rendano sempre complesso definire gli aspetti religiosi e culturali, è possibile distinguere a tratti aspetti caratterizzanti di questi popoli.

 

Gli Ewe-Fon vivono raggruppati in città o grandi villaggi, che affidano la propria sussistenza alla pesca, l’agricoltura intensiva e l’artigianato, con una particolare incidenza della tessitura.

 

I Fon

La popolazione dei Fon è socialmente organizzata in clan patriarcali distinti, all’interno dei quali l’uomo più anziano viene considerato un intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Ad oggi, il re non è più investito delle antiche funzioni politiche, ciononostante vengono celebrate numerose cerimonie tradizionali fondamentali per il culto degli antenati, unica tradizione religiosa della famiglia reale. Nel caso del clan del sovrano è consentita la venerazione delle sole divinità familiari. Non è prevista, inoltre, la possibilità d’iniziazione al culto degli dei del pantheon comune.

Il culto degli antenati è essenziale nella vita sociale e religiosa dei Fon, in quanto svolge un ruolo centrale sia per la spiritualità che per la sopravvivenza dell’organizzazione sociale. Di fatto, per assicurare la perpetuazione dei clan, i riti funerari giungono al termine tre anni dopo la morte del defunto, in modo che la sua anima non venga perduta dal clan. Con cadenza decennale, si svolge un rito per il quale un leader locale nomina tutti i membri defunti di un clan, dal deceduto più recente a quello più lontano, al fine di consacrare gli antenati come tovodu, ovvero divinità della famiglia. Durante questo rituale, viene inoltre costruito un altare degli antenati (in lingua originale dexoxo), dove i tovodu vengono annualmente nutriti ed ororati con danze e canti solenni.

Divengono tovodu anche i fondatori dei clan e, pertanto, vengono divinizzati e venerati anche da membri di clan distinti. Rientrano in questa categoria di divinizzazione anche gli spiriti dei gemelli, dei bambini nati dopo un parto gemellare, dei bambini nati con malformazioni e di quelli morti per aborto.

Gli spiriti di coloro che vissero in tempi tanto remoti, che i loro discendenti non ricordano più i loro nomi, sono considerati divinità familiari ancora più importanti rispetto ai tovodu.

       

Fotografie di Penn Irving scattate tra il 1930 ed il 1970

Gli Ewe

A nord il territorio degli Ewe manca del tutto di un’autorità politica centrale e la popolazione si divide in clan locali. Sulla costa il sottogruppo degli Anlo Ewe riconosce una debole autorità regale e si divide a sua volta in clan separati. L’importanza della venerazione degli anziani viene mantenuta nelle tradizioni religiose degli Ewe, prendendo però forme diverse rispetto alla divinizzazione dei Fon. Ogni linea di discendenza possiede un prestigioso sgabello di legno intagliato, che rappresenta la sede della divinità della famiglia, sul quale possono essere convocati tutti gli antenati in occasione di particolari rituali.

Entrambi i popoli venerano Mawu-lisa, divinità creatrice associata al cielo, ricorrente anche in altre religioni africane. In senso generale, molte divinità venerate dagli Ewe sono di derivazione straniera e non fonte di una concezione religiosa Ewe.

Similmente, gli Ewe-Fon condividono pratiche religiose, come il culto di Legba, nel quale rientrano dulegba e alegba, ovvero divinità protettrici della città e dell’individuo.

 

Un’amara sorte condivisa

Durante la tratta degli schiavi nelle Americhe, furono deportati molti Ewe-Fon dalle coste dei loro territori. Parte del matrimonio religioso di questi popoli sopravvisse alla schiavitù. Per questo a Cuba ed Haiti, in Brasile Giamaica, una mescolanza di cristianesimo e cultura Ewe-Fon, contribuì alla formazioni di nuovi culti, tra cui il Vudu (o vodoun) ed il culto di Shango.

Sin dalla metà del XIX secolo le missioni cristiane s’insediarono tra gli Ewe-Fon, ibridandone il patrimonio culturale. Oggi la maggioranza dei discendenti di questi popoli abbracciano la fede cristiana. Ciononostante, specialmente tra gli Ewe le antiche tradizioni non sono state dimenticate e si sono fuse con il cristianesimo.

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:  

Religioni dell’Africa  (14º di 17 volumi dell’Enciclopedia delle religioni  diretta da Mircea Eliade), Milano: Jaca Book, 2009.

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