Arte Concettuale e filosofia

Arte e filosofia sono sempre state strettamente connesse. Un legame che diventa particolarmente evidente con l’Arte Concettuale, uno dei movimenti più importanti del Novecento

L’Arte Concettuale è uno dei movimenti artistici tra i più significativi del nostro secolo, che ha cambiato la concezione del fare artistico, prendendo le sue fondamenta ideologiche dalla filosofia, da Hegel alla Dottrina della riduzione fenomenologica di Husserl.
L’Arte Concettuale muove i suoi primi passi con il padre dell’arte contemporanea Marcel Duchamp già nei primi anni del XX secolo. Con la nascita del ready made e del movimento Dadaista infatti tutti i preconcetti dell’arte vengono scardinati. Negli anni 60’/70’ viene a formarsi il movimento ufficiale d’Arte Concettuale che ha come maggiore esponente l’artista statunitense Joseph Kosuth.
Uno dei meccanismi che stanno alla base del concettuale va ricercato nella filosofia hegeliana, dove il termine concetto viene ampliamente analizzato. Hegel, massimo esponente del filone idealista, si interroga sulla chiave di lettura della realtà esattamente come gli artisti concettuali.
Il tema fondamentale della sua filosofia è la Dialettica, che ha un risvolto sia gnoseologico che ontologico: si occupa sia della chiave di lettura della realtà, sia delle regole in base alle quali la realtà stessa si svolge nel suo essere. Partendo dal concetto come idea Hegel afferma: “L’idea è idea in sé, ed è puro pensiero che per attuarsi deve uscire fuori di sé facendosi natura”. La natura qui è intesa come l’oggetto fuori di sé, il reale che è manifestazione della ragione e razionalità in atto, ma tutte le manifestazioni della ragione sono spirituali, cioè del pensiero, ovvero della ragione.
La struttura di questa analisi è costituita da un processo circolare che prende in esame la ragione dell’uomo come punto di partenza e come sola realtà per poi tornare alla ragione affermando che questa realtà percepita è affermazione della ragione stessa.

Joseph Kosuth One ant Three Chairs 1965

Joseph Kosuth One and Three Chairs 1965
Il punto saldo di entrambe le discipline è che il mondo acquista senso solo tramite la ragione dell’uomo, essendo il mondo nella sua realtà manifestazione di quella stessa ragione.
La realtà del mondo oggi, come negli anni 60’/70’, presenta una struttura complessa e non sempre comprensibile, di conseguenza gli artisti che cercano di darne una lettura, sentono il bisogno di esprimersi tramite opere dai significati ermetici e complessi, essendo queste specchio del mondo.
Lo stesso Joseph Kosuth afferma che l’arte deve prendere il posto della filosofia e continuando con un approccio filosofico si arriva alla Dottrina della riduzione fenomenologica di Husserl. Questa si basa su due termini fondamentali che sono la riduzione e l’astrazione. Il termine riduzione nel suo significato letterale sta ad indicare dal tanto al poco e molto semplicemente è proprio questo che gli artisti concettuali fanno: spogliano, riducono all’osso, assottigliano per lasciare solo l’idea.
Il termine astrazione d’altro canto, sta proprio nell’arrivare a quell’idea chiara, vera e corretta nella sua semplicità, che diventa raggiungibile solo con la mente. L’idea che sta dietro a ogni opera si fa opera stessa in un rimando di richiami mentali a volte molto complessi. Ricordare la vera Arte Concettuale oggi è importante per non farsi ingannare dai lavori vacui di alcuni artisti, ma soprattutto per riuscire a dare una lettura a tutta l’arte contemporanea che prende il via proprio da questo complesso ed essenziale movimento artistico che nasce a sua volta dalla filosofia.

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