Accademia Aperta 2017: a Brera protagonisti i giovani studenti, artisti, curatori

Brera continua a far parlare di sé, ed in maniera ammirevole: dopo il focus sulla Pinacoteca e sulle attività di riallestimento ed esposizioni temporanee, meritano attenzione anche le iniziative dell’Accademia di Belle Arti.

È stata da poco inaugurata infatti la terza edizione di Accademia Aperta, progetto finalizzato a valorizzare il lavoro, la produzione e la creatività dei giovani studenti e artisti che si formano nella storica Istituzione milanese.

Dal 13 luglio fino al prossimo 12 agosto i corridoi, le aule, i laboratori, gli atelier sono aperti ai visitatori e diventano teatro espositivo per presentare le opere degli allievi e i progetti delle Scuole in cui è ripartita l’Accademia.

Classe di Scenografia presso l’Accademia di Brera (fonte)

Già preziosa di per sé è l’opportunità di curiosare in ambienti così carichi di storia, nei quali ogni epoca è stratificata eppure ben visibile e viva: le navate della antica chiesa di Santa Maria in Brera, inglobata nel Palazzo, ospitano oggi le aule della Scuola di Scenografia, ma rimangono ben riconoscibili i costoloni delle volte ogivali, gli affreschi e i monumenti in stile gotico lungo le pareti;  entrando nelle odierne aule di scultura è impossibile non emozionarsi nell’apprendere che in una di quelle stanze aveva il suo studio il maestro Francesco Hayez.

Allestimento Accademia Aperta 2017 – Foto Giacomo Infantino (fonte)

In questo contesto così particolare sono allestite le opere degli studenti delle scuole di Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica, Incisione, Fashion Design, Scenografia, Restauro, Progettazione Artistica per l’impresa/design, Nuove Tecnologie e Terapeutica artistica, e dei corsi di Restauro e di Fotografia.  Ogni aula ospita così delle vere e proprie mostre: il Palazzo di Brera brulica di vita, di turisti, curiosi, appassionati, ed è uno spettacolo vero scoprirli stupiti mentre osservano i ragazzi all’opera, ad esempio mentre in una delle aule dipingono delle grandi scenografie teatrali, di sicuro impatto.

Gli studenti del dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte hanno invece avuto modo di dar prova delle proprie capacità curando personalmente la mostra d’arte contemporanea “Maledetto Romantico”, allestita nell’imponente Salone Napoleonico. Forse il vero cuore emotivo del percorso di Accademia Aperta, la mostra vede esposte opere scelte dalla Collezione Enea Righi, costruendo una riflessione sui temi dell’amore, nella sua eternità o corruzione, della presenza e dell’assenza, della bellezza e repulsione, del romanticismo in dialogo con la classicità comunicata dall’ambiente espositivo. Il tutto immerso nelle note di Wagner, l’aria del pianto d’amore di Isotta, eseguita al contrario nel video From the End to the Beginning concepito dall’artista Amir Fattal.

Allestimento della mostra “Maledetto Romantico”, Salone Napoleonico, Accademia di Brera – Foto Cosmo Laera (fonte)

Infine, andando oltre i confini del contesto di studio, Accademia Aperta quest’anno ha stretto collaborazioni con diverse istituzioni esterne dove i giovani hanno potuto esporre i propri lavori: sono state coinvolte gallerie d’arte private, il Museo della Permanente, l’Auditorium LaVerdi.

In un progetto come questo di Accademia Aperta, quel che c’è di ammirevole è la fiducia riposta negli studenti e le possibilità che essi dall’Istituzione così ricevono. Ciascuno trova modo di mettere in campo le proprie capacità in maniera attiva e pratica, vedere i frutti del proprio lavoro e del proprio studio apprezzati e presentati ad un pubblico ampio, in una manifestazione che è anche un modo di offrire un possibile trampolino di lancio per gli inizi di una autentica carriera artistica. Quel che è messo in mostra, in fin dei conti, è prima di tutto la vitalità di un’Istituzione e dei giovani artisti, critici, curatori, che presto lasceranno le aule per confrontarsi appieno con il proprio futuro.

 

Sito web: https://www.accademiadibrera.milano.it/it/accademia-aperta-2017-milano.html

Foto in evidenza di Antonio Miucci (fonte)

 

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