Third Day: musica rock, Cristianesimo e apparente aporia

Fede cristiana e musica rock appaiono inconciliabili, dei paradossi logici ed insuperabili. I Third Day, invece, dimostrano che anche attraverso la musica rock, è possibile trasmettere valori positivi e cristiani.

La musica, essendo la più immateriale e spirituale delle arti, si sottrae all’atavica mimesi della realtà e, proprio per la sua “inconsistenza”, rimane il linguaggio artistico più puro e diretto. Anche Vasilij Vasil’evič Kandinskij (1866-1944), ne Lo spirituale nell’arte del 1912, affermava che

«La musica, salvo poche eccezioni, è già da alcuni secoli l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoni»

Questo lo sapevano bene gli antichi e, riconoscendo alla musica la capacità di giungere direttamente all’anima per la sua intrinseca intangibilità, adottarono il canto e gli strumenti musicali per accompagnare i riti religiosi. Frequenti sono i passi biblici, infatti, nei quali sono narrati episodi in cui è conferita alla musica una grande potenza: Davide suonava l’arpa al re Saul per esorcizzarlo e scacciare il suo spirito cattivo (1 Samuele 16:16); Miriam, dopo l’attraversamento del Mar Rosso, ballò e suonò il cembalo, seguita dalle donne israelite (Esodo 15:20-21); Giosuè ed il suo corteo, armatisi di trombe squillanti, marciarono attorno alle mura di Gerico per sette giorni, che, infine, crollarono (Giosuè 6:12-16); i canti dei pellegrinaggi erano intonati da coloro che salivano annualmente al Tempio di Gerusalemme (Salmi 121-134); Paolo e Sila, incarcerati e fustigati nelle prigioni romane, cantavano inni al Signore (Atti 16:23-25). Gli esempi menzionati rappresentano, però, solo una piccola parte di quelli realmente presenti nella Bibbia.

La musica ed il canto, si sa, costituiscono il mezzo più efficace per connettere l’uomo con Dio. Dopotutto, come sosteneva anche Sant’Agostino d’Ippona, «Chi canta, prega due volte». Ma fino a che punto è vera quest’ultima affermazione? Costituisce un principio applicabile ad ogni genere di musica – inclusa la musica rock?

Giosuè presso le mura di Gerico

Esistono i sostenitori della cosiddetta “musica cheta” che considerano il rock come un “sporco affare”, la manifestazione dell’Anticristo per il suo legame con l’occultismo volto – quasi sempre – alla devozione al male. Sembra quasi di risentire le parole di David Bowie (1947-2016), secondo cui

«Il rock è sempre stato la musica del diavolo […]. Credo che il rock sia pericoloso […]. Sento che stiamo solamente annunciando qualcosa di più oscuro di noi stessi»

Dall’altra parte, però, la musica rock – e non solo – può essere considerata un valido strumento di evangelizzazione e divulgazione della Parola. La musica cristiana, così, abbattendo le barriere che la dividono da quella secolare, permette un più facile avvicinamento ai non credenti. Larry Norman (1947-2008) è attualmente considerato il padre del rock cristiano il quale, con “Why should the devil have all the good music?” sfidò la visione che la musica rock fosse anti-cristiana. Anche l’apostolo Paolo faceva un discorso simile, sostenendo che

«Poiché, pur essendo libero da tutti, mi son fatto servo a tutti, per guadagnarne il maggior numero; e coi Giudei, mi son fatto Giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che son sotto la legge, mi son fatto come uno sotto la legge (…), per guadagnare quelli che son sotto la legge; con quelli che son senza legge, mi son fatto come se fossi senza legge (…), per guadagnare quelli che son senza legge. Coi deboli mi son fatto debole, per guadagnare i deboli; mi faccio ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni» (1 Corinzi 9:19-22).

Larry Norman

Sostenitori di quest’ultimo pensiero sono tra le diverse rock band cristiane emergenti del momento, tra cui gli !Audacious, i Planet Shakers, i Jesus Culture e, soprattutto, i Third Day.

I Third Day sono una band appartenente alla CCM (Contemporary Christian Music), fondata a Marietta (Georgia) nel 1991. Il gruppo musicale prende il nome dal terzo giorno dopo la Crocifissione di Gesù, nel quale risorse. Inizialmente, la band era un duo, formata da Mac Powell e Mark Lee i quali, una volta conclusi gli studi presso la McEachern High School di Powder Springs, in Georgia, decisero di dedicarsi solamente alla musica cristiana. In realtà, i due avevano già suonato in una band musicale “laica” anni prima, chiamata Nuclear Hoedown, ma cambiarono presto rotta, formando un gruppo in cui potevano esprimere la loro fede in Dio. In un secondo momento si aggiunsero altri musicisti, tra cui Billy Wilkins, David Carr, Tai Anderson e Brad Avery. Tuttavia, gli attuali membri della band sono solamente Mac Powell (voce principale), Tai Anderson (basso), Mark Lee (chitarra) e David Carr (batteria).

Il primo album del gruppo musicale, pubblicato nel 1996, è l’eponimo “Third Day”. Dopo esattamente 26 anni di carriera, si possono contare ben dodici album realizzati in studio, due album live, un album natalizio e due raccolte. Per quanta riguarda i riconoscimenti, i Third Day parteciparono ad alcuni Grammy Awards e ricevettero il premio Best Rock Gospel Album nel 2009, Best Pop/Contemporary Gospel Album nel 2006 e Best Rock Gospel Album nel 2002.

L’ultimo album, Lead Us Back: Songs of Worship, fu rilasciato il 3 marzo del 2015. Descritto da Powell come un vero e proprio album di lode e adorazione contente 12 canzoni (22 nell’edizione Deluxe), l’album ha inglobato nella sua produzione anche i membri del coro della Chiesa che Powell frequenta, chiamato “All Sons & Daughters” (in “Soul on fire”), ma anche artisti ospiti appartenenti alla CCM come Michael W. Smith, Natalie Grant e Michael Tait (in “Jesus’ Name”). Come si deduce dal titolo, dunque, l’adorazione è il nucleo centrale dell’intero album, infatti Powell dichiara che

«Abbiamo deciso di essere una band di adorazione. Il nostro obiettivo principale è adorare Dio e portare le persone a fare lo stesso. La musica viene utilizzata nella Bibbia anche per disparati motivi, non necessariamente per la sola evangelizzazione. Spero di far parte di qualcosa che si possa considerare più che una band: intrattenere è cosa buona e fare musica cristiana è compiere un ministero (…). Ma non penso che noi, come band, siamo chiamati ad essere evangelisti come Billy Graham. Mi piace dedicare momenti alla predicazione e raccontare alle persone di Gesù. Però non mi sento di essere stato chiamato per essere un predicatore. Più di tutto ciò, attraverso la nostra musica voglio adempiere ad una missione fondamentale: far comprendere alle persone che il cristianesimo non è solo andare in chiesa la domenica, ma l’unica cosa che conta è andare a Dio e accettarlo nel proprio cuore».

I Third Day, insomma, per originalità e professionalità, si sono guadagnati una fondamentale postazione all’interno del panorama musicale mondiale, ponendosi accanto alla produzione musicale profana. La loro musica, dalle sonorità e ritmica puramente rock, è rivolta indistintamente a tutti: giovani, anziani, semplici amatori del genere, credenti o non credenti che siano. È una musica che tenta di avvicinarsi ai “lontani”, sperando di fornire le risposte che l’uomo cerca e cambiare la vita delle persone, non dimenticando mai la il fulcro principale della missione: l’incontro con Cristo Gesù.

 

Fonti ed immagini: 365daysofinspiringmedia.com; allmusic.com; traduzioni dell’autrice

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