Vietato l’affitto ai cani e ai froci

In Calabria, riprendendo l’uso nazista di vietare l’ingresso agli ebrei, é stato negato l’affitto ad una coppia omosessuale.

“Vietato l’ingresso agli ebrei e ai cani” questa era la scritta che campeggiava su gran parte dei negozi italiani dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938 e settant’anni dopo non sembra essere cambiato granché.

Pochi giorni fa infatti é arrivata una notizia ai limiti dell’inquietante dalla Calabria. Una coppia di omosessuali si é vista negare la possibilità di affittare una depandance proprio a causa del loro orientamento sessuale. L’affittuario ha, tramite messaggio, dichiarato di non accettare gay e animali, scusandosi anche di poter sembrare troglodita.
É corretto che chi affitta una casa o una stanza stabilisca le regole, scelga a chi affittare e si senta libero di negare il permesso a qualcuno.

Ciò é vero nel caso in cui chi voglia usufruire dell’appartamento messo a disposizione non offra determinate garanzie o, ad esempio, abbia richieste che non possono essere soddisfatte; ma in questo caso la coppia si é vista rigettare la domanda per pura omofobia.

Quel paragone con i cani inoltre ricorda terribilmente quello dell’Italia degli anni quaranta e suona come un gravissimo passo indietro, un allontanamento dalla democrazia e dal processo di integrazione, che in una società del ventunesimo secolo non può essere accettato.

Le regole poste dall’affittuario non dovrebbero richiedere l’intervento statale in quanto dovrebbero sorgere dal buon senso, lo stesso che, sempre in linea teorica, non dovrebbe impedire l’affitto a chi é omosessuale o straniero o di diverso orientamento religioso.

É sempre più evidente il rischio di una deriva omofoba che in Italia é ampiamente caldeggiata dai partiti di destra. Lo stesso Adinolfi ha infatti dichiarato:” Fatemi capire bene: sono obbligato ad affittare il mio appartamento ai gay, non posso più scegliere?”.

È bene ricordare che nessuno obbliga ad affittare agli omosessuali, poiché in tal caso si rischierebbe una forma di “contro-razzismo” nei confronti di chi é eterosessuale, ma si consiglia e, nel caso in cui non si riesca a far seguire questo consiglio si dovrebbe ricorrere all’obbligo, di offrire a chiunque la stessa possibilità.

Credits immagini: chat, foto copertina

 

 

 

 

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