È vero che in India le vacche sono sacre? Storia di una canonizzazione.

La “vacca sacra” è probabilmente uno degli aspetti più noti della religiosità hindu, ma anche uno dei più fraintesi. In realtà la storia di questa assunzione al cielo si dipana tra antiche incomprensioni e recenti giochi politici.

È vero. Se si è induisti, la vacca non si tocca. E anche se non lo si è, in India la macellazione di questo animale è ristretta e limitata, mentre ci sono movimenti politici votati con determinazione al bando definitivo.
L’induismo si fregia infatti di supportare la non violenza nei confronti degli animali, e fra tutti, la vacca è l’animale considerato in assoluto il più meritevole di protezione.
Molti sostenitori di questa politica rivendicano la sacralità del bovino come componente originaria, pura e innegabile dell’induismo, ispirata ai testi vedici, e sarebbe sorpreso di venire a sapere che gli indologi non sarebbero affatto d’accordo.

Panphlet contro la macellazione della vacca, in cui il macellaio è rappresentato come demone.

I Veda, ovvero i testi sacri dell’induismo, sono infatti l’antica narrazione di una civiltà (gli Arii) che non è induista, per il semplice motivo che l’induismo si sarebbe sviluppato solo dopo il 500 a.C. mentre gli Arii immigrarono in India settentrionale solo a partire dal 1500 a.C.
La religione di cui parlano i Veda originari, infatti, è una religione, ironicamente, totalmente fondata sul sacrificio animale (anche bovino), i cui officianti sono i Brahmani: la classe sacerdotale di questo popolo indoeuropeo.
Il sacrificio animale era infatti il fulcro del mondo spirituale vedico, e pare assurdo che gli stessi testi offrano la base teorica di una religione che sembra rifiutarne in toto i dogmi.

Intorno al 500 a.C, tuttavia, l’istituzione del sacrificio perde autorità. Vengono elaborate e riemergono dal sottosuolo (dove gli Arii erano semplici migranti) suggestioni e ideologie che negano e contrastano l’egemonia sacerdotale dei Brahmani e il potere del sacrificio. In questo periodo nascono il Buddhismo, il Jainismo e una grande varietà di correnti. Influenzati da queste novità, e in cerca di riconsolidare la propria funzione, Brahmani arriveranno a rielaborare la tradizione vedica, importando i nuovi valori di queste filosofie, tra i quali la non-violenza e (almeno in parte) il vegetarianismo. La tradizione vedica viene ri-significata.

Ma perchè proprio la vacca ha una così alta considerazione?
Nei veda originali la vacca era una figura densa di significato. Erano “vacca” le dee, i fiumi e le acque primordiali. Secondo alcuni questa metafora si è persa, col tempo, e i credenti hindu iniziarono a trattare queste frasi in maniera letterale, dando una sorta di divinità all’animale. Inoltre, esistono molti passaggi che invocano di non fare del male e non rubare la vacca del Brahmano. Questi vecchi ammonimenti potrebbero benissimo essere intesi come un ordine generale di non nuocere alle vacche, poichè partecipi della “santità” del sacerdote.

Esistono però altri motivi. Motivi più politici.
Nel corso della storia indiana, l’induismo venne a contatto con altri popoli invasori e il simbolo della vacca sacra fu il vessillo sotto cui rivendicare la propria unità e unicità. Già intorno al dodicesimo secolo d.C. l’India sarà parzialmente conquistata da sovrani di fede islamica, ma il periodo più significativo per la protezione della vacca è più recente.
Si tratta infatti della rivendicazione nazionalista indiana nei confronti dei coloni inglesi “mangiatori di manzo”. L’astensione dalla carne bovina fu un metodo di aggregazione, di creare una dialettica noi-contro-loro che fu al centro della ribellione contro la East India Company del 1857.
Ironicamente, il primo Cow Protection Movement, attivo tra il 1880 e il 1920, nasce in seno al movimento dell’Arya Samaj: un movimento religioso che mirava a rifondare l’induismo secondo un’adesione più ortodossa ai testi vedici. Si tratta di una dinamica attiva anche nella contemporaneità, per la quale movimenti induisti fondamentalisti tendono a proclamarsi più puri, originari e indiani delle altre tradizioni religiose indiane in virtù del proprio battersi per il riconoscimento della sacralità della vacca. Anche oggi, il governo induista conservatore è vicino a suggestioni del genere e vede come propri oppositori le religioni minoritarie dell’India.

Anche Gandhi fu un sostenitore della sacralità della vacca come vessillo delle persone indiane.

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