Singolari tradizioni di discendenza parentale nel popolo Bemba

Innumerevoli culture affondano parte del loro patrimonio culturale nella tradizione orale. Tra queste troviamo i Bemba dello Zambia nord-orientale, le cui antiche tradizioni tramandate oralmente mostrano la radice di un peculiare sistema di discendenza parentale e di successione all’interno della società.

I Bemba (oltremodo detti Awemba) sono stanziati fin dalla metà del XVII secolo nell’area che si estende tra i laghi Tanganica, Mweru, Malawi e Bangweulu. Il territorio Bemba è suddiviso in distretti governati da capi locali appartenenti al clan reale, i quali sottostanno al capo supremo.

Facendo riferimento alle antiche tradizioni orali, i tre figli del re dei Luba Mukulumpe a causa di contrasti familiari, si staccarono dal proprio clan con l’intendo di dare origine ad una nuova discendenza, ovvero l’origine del popolo dei Bemba. Dopo aver vagato in esilio senza successo, decisero che per la fondazione di un nuovo clan era indispensabile una donna di stirpe reale. Per questo, tornarono in segreto nella dimora paterna con lo scopo di portare con loro la sorella Bwalya Chabala, la quale viene ricordata come colei che fece dono al popolo Bemba di semi e piante che costituiscono la base della loro agricoltura. Il ruolo centrale di una figura femminile nella vicenda ha posto le basi per una struttura di discendenza matrilineare dei nuovi clan. Inoltre, attraverso questo personaggio emerge una profonda connessione tra discendenza matrilineare e fertilità della terra. Tutt’oggi è usanza onorare Bwalya con offerte di tessuto e farina poste sulla sua tomba sacra.

Spiritualità e discendenza matrilineare

I Bemba credono nel dio creatore Lesa, colui che controlla le piogge e la fertilità di tutti gli esseri viventi. Non è stato costituito un culto di Lesa propriamente organizzato, bensì è abitudine rivolgersi al dio supremo in riti collettivi, solo in prossimità di gravi circostanze che riguardano l’intera comunità, come ad esempio una lunga siccità. Per i riti religiosi e di guarigione viene impiegato il potere celato nelle radici e negli arbusti.

Come molti altri popoli africani, i Bemba fanno affidamento al culto degli antenati per un’influenza benefica nella loro vita quotidiana. Essi credono negli spiriti benevoli degli antenati detti mipashi e negli spiriti malevoli detti fiwa. Questi ultimi appartengono a coloro che sono morti portando rancori e che sono destinati a perseguitare i loro discendenti, fino al risolvimento delle questioni in sospeso.

La percezione del movimento fetale da parte della madre è considerata un segno di un mipashi di un antenato che è entrato in lei. Dopo la nascita vengono svolti dei rituali divinatori atti a rivelare l’identità del mipashi, il quale proteggerà il nuovo nato per la durata della sua vita ed inseguito permarrà per proteggere la sua discendenza.

Successione e legami sociali di parentela

Alla morte di un membro della società si celebra una cerimonia di successione, in lingua originale kupyamika, nella quale viene affidato un oggetto rituale appartenente al defunto, l’arco nel caso di un uomo oppure il corpetto nel caso di una donna. Insieme a questo gesto rituale alcune delle caratteristiche del morto vengono conferite al ricevente, tra cui anche la sua posizione nel sistema di organizzazione parentale. Da quel momento in avanti, il ricevente adotterà dei comportamenti propri del defunto, così come erediterà la sua posizione sociale ed i suoi legami sociali all’interno della comunità. Per esemplificare, un ragazzo designato come ricevente viene considerato a tutti gli effetti il marito della vedova del defunto. Questo sistema di successione assicura una perpetuità ciclica delle linee di discendenza ed apporta una modifica nei rapporti sociali di parentela.

La sorte del sovrano

Il capo dei Bemba è sempre il successore del mipashi dei suoi antenati, seguendo la linea di discendenza materna e viene considerato diretto discendente dei fratelli fondatori. Egli acquisisce i potere sui domini del suo predecessore con la cerimonia di successione. Quando un capo è vicino alla morte, viene accudito dai consiglieri ereditari detti bakabilo, i quali discendono dal clan reale dalla linea paterna e, pertanto, sono esclusi dalla successione al potere. Costoro sono incaricati di strangolare il capo, pratica che richiede enorme attenzione per la scelta dei tempi giusti. Di fatto, procedere troppo presto significa commettere l’omicidio del re, mentre procedere troppo tardi comporta la perdita del mipashi del sovrano, con nefaste conseguenze per il regno e per la discendenza del clan reale.

E’ usanza che il cadavere del capo venga lavato dalle tre donne più autorevoli della comunità, ovvero la madre, la sorella più anziana e la moglie principale, per poi essere posto in posizione fetale su un giaciglio di rami. Dopo un anno di lutto e di riti funerari le spoglie del capo possono essere deposte nel sacro luogo di sepoltura detto mwalule. I bakabilo hanno il compito di sacrificare la vedova principale, la quale viene seppellita insieme al suo consorte, per poi recarsi alla sito della tomba uccidendo tutte le capre ed i polli che incontrano sul loro cammino. La gente comune si nasconde durante la processione funeraria.

Così attraverso l’incarnazione spiritica, le cerimonie di successione, sacrifici rituali ed i riti funerari del sovrano, il particolare sistema di discendenza matrilineare dei Bemba continua il suo moto perpetuo.

Bibliografia:

Religioni dell’Africa (14º di 17 volumi dell’Enciclopedia delle religioni   diretta da Mircea Eliade), Milano: Jaca Book, 2009.

Fonti:

https://kwekudee-tripdownmemorylane.blogspot.it/2014/09/bemba-people-matrilineal-agrarian-and.html

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