L’omofobia non balla

A Roma, nel quartiere Centocelle, l’omofobia prende di mira persino le forme d’arte come la danza, dimostrando l’ignoranza di coloro che sono omofobi. 

Che l’omofobia fosse sinonimo di ignoranza e cecità era risaputo, ma che questa cecità portasse ad oscurare anche le forme d’arte è qualcosa di nuovo, ma aspettato.

Il fatto accade a Roma, nel quartiere di Centocelle. Qui é (era) operativo il Vanity Dance Studio, una scuola di ballo gestita da Simone e Andrea, una coppia gay, che quest’anno ha partecipato anche a Italia’s Got Talent con la loro Vanity Crew. Nei mesi scorsi Simone e Andrea hanno ricevuto insulti e attacchi che sono culminati nell’attacco della notte tra il 10 e l’11 agosto, in cui i muri dello studio sono stati imbrattati con scritte come “Andatevene froci”.

I proprietari del centro hanno dichiarato ai microfoni la loro paura ed hanno affermato che sarà difficile continuare così; il centro è quindi destinato a chiudere. È un peccato poiché nell’anno la scuola ha avuto tanti iscritti a cui lo staff del Vanity Dance Studio ha insegnato tanto.

La Vanity Crew è un gruppo di ballo le cui esibizioni, fatte su eleganti tacchi a spillo, variano dalla danza sperimentale all’hip-hop e che l’anno scorso ha ben figurato a Italia’s Got Talent.

La danza può essere riconosciuta come forma d’arte e questi attacchi fanno male sia perchè prendono di mira alcunj omosessuali non riconoscendo il loro impegno sociale, sia perchè prendono di mira una forma d’arte come la danza.

Come dimostrano questi continui attacchi, quest’ondata di omofobia è implacabile e pare destinata ad aumentare sempre più, sintomo di un’Italia sempre più razzista e sempre più concentrata su problemi di relativa importanza.

Concentrarsi su omosessuali e, anche se non è questo il caso, su extracomunitari è il metodo che usano i partiti di estrema destra per distogliere l’attenzione dai problemi reali e dare un capro espiatorio su cui il popolo può scagliarsi. È difficile pensare che i mali dell’Italia siano causati da una coppia di omosessuali che gestiscono un centro di ballo e che ballano sui tacchi a spillo.

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