Che colpa ne ha il bambino? Commedia messicana su Netflix

“Che colpa ne ha il bambino?” è una commedia romantica, ora disponibile su Netflix, del regista messicano Gustavo Loza (anche sceneggiatore e produttore) noto nel suo paese soprattutto per i suoi lavori televisivi e per il film drammatico The Other Family.

Maru (Karla Souza) cerca di ricostruire una serata passata in compagnia delle sue due amiche e di tanto alcool e che si è conclusa in camera da letto con qualcuno che non ricorda e di cui non si preoccupa fino a quando scopre di essere rimasta incinta. Si avviano così le ricerche al ragazzo fortunato: peccato che tutti abbiano solo vaghi flash della serata.

Gli indizi portano al giovane Rana (Ricardo Abarca): stucchevole ed immaturo bambinone, appartenente ad un ceto “basso”, che cerca di fare la cosa che la società ritiene più giusta. Lei è un’arrogante snob alto-borghese, figlia di un politico in via d’elezione e di una madre perbenista che la ricattano affinché si sposi con qualcuno ed abbia il bambino all’interno del matrimonio come vuole la tradizione.

Una trama leggera che cela, dietro la maschera comica, uno dei drammi che affligge la società messicana (e non solo). Attraverso le sue gag, costruite sui dettagli caratterizzanti i personaggi e la cura delle ambientazioni, emergono i tratti più scabrosi e scurrili di entrambi i ceti cui appartengono i protagonisti. Dietro al romanticismo farlocco è invece nascosto il messaggio provocatorio: “a volte è meglio l’aborto”: indirizzato alle regole morali della società che hanno come unica soluzione, a questo tipo di problema, il matrimonio riparatore.

Una telenovela messicana di cui sono salvati e compressi i plot essenziali di ogni puntata: cuciti tra loro in una serie di rapidissime sequenze che si succedono senza tregua. Un film che oltre alle colonne sonore elettroniche ed un finale a sorpresa al suo interno ha anche avventate scenette canore in cui si esibiscono i due protagonisti.

Dopo i titoli di coda Loza ha deciso di inserire un’ultima sequenza: un’imbarazzante lieto fine che, nonostante  il classismo sia ancora sovrano, lascia spazio al “volemose bene” delle coppie felicemente formate anche se immotivate.

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