Hermann Nitsch e il teatro delle orge e dei misteri

I mezzi dell’arte e i molteplici linguaggi usati dagli artisti non hanno mai avuto limiti, ma fino a che punto si può spingere l’arte?
Hermann Nitsch nasce a Vienna il 29 agosto 1938 compie studi come grafico nel suo paese e fin da subito si interessa ai rituali antichi e tribali. Nascono nel 1961 i Shuttbülder opere che provengono dall’Azionismo, durante le quali attraverso un vero è proprio rituale l’artista getta sulla tela pittura s sangue. Verso gli anni 70 Hermann Nitsch prende parte a un movimento artistico con Günter Brus, Otto Mühl e Rudolf Shwartzkogler denominato Azionismo Viennese. L’artista sviluppa la sua idea di arte totale nel Teatro delle orge e dei misteri attraverso il quale tramite azioni artistiche performative da vita a rituali antichi risvegliando la parte selvaggia e inconscia dell’uomo. Atti orgiastici e onanistici, riti sacrificali per arrivare all’alba liberazione catartica da stereotipi e tabù religiosi, moralistici e sociali per uscire dai vincoli della società. La sua arte è legata al concetto psicanalitico di Abrektion, che consente una crescita spirituale attraverso l al liberazione di inibizioni che consente la rimozione degli effetti di accadimenti drammatici. Il punto di discussione e il problema nell’arte di Hermann Nitsch è l’uso di carcasse di animali squartati durante i suoi atti artistici.Nell’antichità si sà, i sacrifici animali erano all’ordine del giorno, ma oggi la società come reagisce a questo? Fiordo di animalisti si sono scagliate contro l’artista causando anche l’annullamento di parecchie esposizioni. L’artista dal canto suo dichiara di usare carcasse di animali già morti e di non essere lui ad ucciderlo effettivamente. Che questo sia vero o meno la paura degli animalisti e a volte dei musei stessi è che queste opere artistiche possano incitare la violenza ad atti osceni contro agli animali e alla violenza in generale.
Hermann Nitsch
Questo porta a riflettere su uno dei problemi più grandi dell’arte, i suoi limiti, i criteri con i quali viene definita. Non si tratta di arte giusta o arte sbagliata, ma di cosa sia veramente arte e di cosa sia altro. Oggi si è imparato ad accettare che ogni cosa possa essere un’opera d’arte, annullando per conseguenza diretta l’arte stessa.
È vero, ce lo insegna anche la storia, l’arte va contro la legge, contro i valori umani, deve essere scandalosa, oscena, senza pudore e deve scioccare, ma è arrivata al punto di aver bisogno di sacrificare delle vite? Il mondo di oggi, è vero, non si scandalizza più davanti a niente, ma fino a che punto bisogna arrivare? Fino a che punto l’arte può arrivare?

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