La vita in comune, commedia siciliana in concorso nella sezione Orizzonti della 74esima edizione della mostra del cinema di Venezia.

“La vita in comune” del regista pugliese Edoardo Winspeare – in concorso nella sezione Orizzonti della 47 Mostra D’arte Cinematografica di Venezia – racconta della forza di una piccola comunità e di quanto essa possa fare per salvaguardare il proprio territorio.
Il film inizia con un surreale tentativo di rapina, ad una pompa di benzina, compiuta da due fratelli e che viene sventato da un cane. Così uno dei due ladri, Pati, viene arrestato. In prigione conosce Filippo Pisanelli, sindaco di Disperata, il suo paese, a cui piace molto la letteratura e la poesia e che si reca nelle carceri per istruire i detenuti.
Pati si appassiona alla poesia e si aggrappa ad essa per sfuggire dalle sue inquietudini e del rimorso per aver ucciso il cane. Intanto il fratello Angiolino, sapendolo in cella con un boss mafioso, è convinto che Pati possa fare di loro i nuovi membri della mafia locale e istruisce il nipote all’uso delle armi e al sesso. Non si aspetta però che Pati, uscito di prigione, voglia cambiare vita. Pati ha finalmente dei sogni che si allontanano totalmente da quelli di Angiolino che, invece, vuole solo fuggire da Disperata per “fare grandi cose”.


Pati, con l’aiuto del nuovo amico Filippo, ha deciso di voler pubblicare un suo libro di poesie e piano piano riesce a farsi accettare dalla società che prima lo rispettava, ma non gli voleva bene. Tra una situazione e l’altra riesce a redimere dapprima il figlio ed in seguito – attraverso una delle gag più geniali del film – il fratello Angiolino molto devoto a Papa Francesco.
Un film che tratta di temi di cui si discute sempre molto e lo fa con i toni a tratti un po’ grotteschi di una commedia dalle venature malinconiche e comiche. Il personaggio-eroe è il sindaco, che nonostante i suoi sforzi è comunque sempre solo. Dalle parole del regista si evince che il personaggio del sindaco rispecchia la sua idea di eroe: “alla fine deve essere solo”. Un personaggio che aiuta la sua comunità partendo dalle fasce più denigrate della società, riuscendo a costruire qualcosa e a donare ai suoi paesani anche solo “un modo per sognare” che prima non avevano.


Il regista che ha scelto tutti attori delle sue zone e amici di lunga data tra cui anche Paolo Perrone (Sindaco di Lecce dal 2007 fino al 2017) ha voluto, attraverso la commedia, trasmettere allo spettatore il rapporto uomo-natura che va preservato e accostato al rapporto dell’uomo con le arti. Nel suo film si parla anche delle fissazioni dei suoi personaggi per gli animali: Pati ossessionato dal ricordo del cane, il Sindaco amante della foca monaca che si pensava estinta e invece vive ancora tra le coste pugliesi, fino ad arrivare al personaggio del ragazzo che (affetto da alcuni traumi dovuti alla guerra) parla solo con gli animali e al bizzarro sogno di Angiolino di voler fare uno zoo (con gli animali delle campagne e dei compaesani) per attirare il turismo e permettere a Disperata di sollevarsi dalla crisi economica. Tutto un discorso collegato da un altro animale, la lumaca presente in alcune sequenze, che vorrebbe forse ricondurre a questo amore del regista per la fauna e la flora sua terra natia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *