La moda: un linguaggio a volte più forte dell’Arte stessa

Il rapporto tra arte e moda non sempre è stato compreso, anzi spesso si tende a giudicare la moda come se non fosse arte, ma come un semplice prodotto commerciale. La storia ci insegna in realtà di quanto la moda possa essere a volte più rivoluzionaria dell’arte stessa.

Partiamo affermando prima di tutto che con il termine arte in questo testo si intende l’arte figurativa e che oggi giorno si è arrivati alla triste verità che non ci sia un prodotto commerciale più lucrativo di questa arte e che se la moda viene declassata molto spesso per la sua natura commerciale e dozzinale si può dire altrettanto dell’arte stessa.
In prima analisi possiamo affermare che sia l’arte che la moda possiedono lo stesso principio intrinseco che sta alla base della loro creazione, quella che Bejamin chiama la teoria del ritorno. Tutto ritorna di moda, in un’operazione ciclica come allo stesso tempo tutto ritorna nell’arte attraverso un remix di citazioni e richiami. Anche l’arte è alla moda. Tutte le varie epoche della storia hanno conseguito alla creazione di nuove tendenze che si sono rispecchiati poi nella produzione degli stilisti tanto quanto in quella degli artisti.
Non si è mai chiarita questa netta separazione che alcune persone impongono tra arte e moda declassandone una e elevandone senza motivo l’altra considerando che i loro meccanismi interni sono gli stessi. La moda è un fenomeno sociale e culturale esattamente come l’arte, certo la moda che è degna di essere chiamata arte non ha niente a che fare con le multinazionali o le catene che vendono vestiti di bassa qualità come del resto anche l’arte ha bisogno di una scrematura abbastanza consistente per essere considerata tale. Non si parla qui solo di haute couture ma anche di vestiti improvvisati da giovani ragazzi con le poche cose che possedevano, solamente come segno di protesta per far sentire in qualche modo la propria voce e potersi sentire parte di un gruppo che insegue gli stessi ideali.
Se si prende in esame uno dei tanti esempi: il periodo punk negli anni ’70, non tanto in America quanto in Inghilterra, si capisce che la necessità di vestirsi in un certo modo derivava da un segno di protesta e di ribellione contro un sistema di governo ultra conservatore della cosiddetta Lady di Ferro Margaret Thacher. L’Inghilterra per bene veniva dunque sconvolta da ragazzi con vestiti strappati, toppe, spille, borchie e capelli dei colori più assurdi e tutto nasceva da un’ esigenza di portare a un cambiamento. Da qui partirà anche il fenomenale percorso di Vivienne Weastwood verso una scalata che la porterà a raggiungere l’alta moda.
Il movimento punk nel Regno Unito è stato molto più importante di quanto si creda a livello sociale e politico. Oppure basti pensare alla lotta per l’uguaglianza dei sessi, quando le donne fino agli anni 20′ venivano guardate in malo modo se indossavano dei semplici pantaloni uscendo in questo modo dallo stereotipo femminile che gli era stato imposto. Tutto ciò non è solo un modo di apparire, ma di essere!

COCO CHANEL

Coco Chanel fotografata da Man Ray

Forse al giorno d’oggi la maggior parte delle persone che si vestono in stile punk o in altri strani modi, non lo fanno sicuramente per motivi ideologici ma semplicemente perché fa tendenza, ma chi compra l’arte, o ancora peggio chi fa arte non lo fa spesso per lo stesso motivo? Non si vuole analizzare il triste destino che questi linguaggi d’espressione hanno intrapreso nella società contemporanea, ma semplicemente farne un discorso più in generale, prendendo in analisi un arco di tempo più ampio.
Riflettendo su questo esempio si capisce che la moda così intesa è un mezzo di espressione per reagire ai cambiamenti del tempo, una sorta di lettura della società. Questo linguaggio può essere molto comunicativo se usato con intelligenza, come del resto il linguaggio dell’arte, perché alla fine dei conti cosa fa un’artista? Esprime le sue impressioni critiche sul suo tempo e sui cambiamenti della società secondo il suo gusto personale che viene poi condiviso o meno. Se l’arte legge la società per poi sconvolgerla, la stessa identica cosa fa la moda.

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