La ragazzina vola e l’Italia cambia. Storia di una foto che racconta un nuovo diritto

Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura.
Henri Cartier-Bresson

Dentro le immagini si nascondono e incrociano storie. Una foto simbolo di un momento importante della storia italiana racconta e fa incontrare chi l’ha vissuta e chi l’ha fissata

Ci sono immagini che sanno raccontare il mondo meglio di qualsiasi parola. È anche per questo che la gran parte della comunicazione tra le persone, giovani e non solo, oggi passa soprattutto attraverso la condivisione di immagini. Era così anche nel tempo dell’analogico. La sola differenza era che la minor quantità, chiedeva immagini esatte, evocative, potenti.
Ce n’è una, in particolare, che è riuscita a rispondere a queste caratteristiche. Una foto – in realtà fotogramma di una serie – che con ogni probabilità sarà capitato di vedere, anche a sproposito, quando si parlava di giovani, di donne, o di diritti delle persone. Resta impressa, in effetti: c’è una ragazzina coi capelli lunghi, scuri, che apre le braccia come se ballasse, o stesse volando.  Si è  arrampicata sulle spalle di una folla di coetanei, che le tendono la mano per tenerla su, o le reggono le gambe fasciate da jeans a zampa d’elefante che dicono in uno sguardo che siamo negli anni 70. In effetti, è il 1974. La ragazza ride. E a concentrarsi bene si sente profumo di pane e rose, quelle che chiedevano in una celebre canzone le operaie che a inizio Novecento marciavano per i diritti propri e quelli degli uomini.

 

ragazzina serie
Un’altra parte della serie di foto della “ragazzina”

Ed è proprio un diritto, acquisito appena qualche anno prima e reso solido quel giorno, il 13 maggio, a far sorridere così la giovane. Quello gremito di ragazzi è il cortile della Palazzina Liberty di Milano, dove Dario Fo e Franca Rame hanno cominciato a portare il loro teatro fra la gente, e ora hanno finito di recitare “Mistero Buffo”. Sono tutti lì a festeggiare un no. Quello segnato sulle schede del referendum abrogativo della legge sul divorzio. Finalmente, donne e uomini possono scegliere liberamente di interrompere legami che non li soddisfano più. Una cosa scontata, oggi. Non allora, non poi così tanto tempo fa. Un tempo in cui consistenti fette di  politica e società conservatrice e cattolica assicuravano che il divorzio avrebbe aperto la strada all’Apocalisse, alla distruzione della società. Sembra enfatico, a dirlo oggi. Allora era letterale. Libertà di divorziare significava, per le donne soprattutto, libertà di disporre di sé. Di lasciare un marito violento, una situazione insoddisfacente. Ma prima di tutto poter dire la propria. Ecco cosa fa sorridere quella ragazza, che fino a oggi era rimasta un volto senza un nome rimbalzato sulle pagine di innumerevoli  giornali, e i coetanei sotto di lei. Quelli che chiamavano i “giovani beat”, che come il loro cantore Jack Kerouac volevano solo andare. “andare e non fermarsi”.

Il fotografo, Toni Thorimbert, oggi

Anche chi ha scattato la foto era uno di loro. Si chiama Toni Thorimbert, aveva 17 anni, grossomodo la stessa età della sua modella inconsapevole. Andava a scuola, ma militava anche in Lotta Continua, un’organizzazione politica extraparlamentare, ed è come giovane reporter che si trova lì. E cattura un momento per cui generazioni di colleghi avrebbero dato una carriera. Il negativo va perso, ma la foto circola e si fa simbolo, i due giovani non però si conoscono, ignorano persino i propri nomi. Fino a oggi, più di quaranta anni dopo. Sono i social network a farli ritrovare. E a dare alla ragazza un nome: Giovannina. Le possibilità del presente servono a dirsi grazie.  Di aver creato, con il loro trovarsi in quel posto in quell’istante, un segno che è rimasto eterno. Che a Giovannina ha permesso di spiegare a sua figlia chi era e a tutti gli altri di specchiarsi negli occhi ridenti di una ragazza che si solleva sopra i ragazzi, sancendo il momento in cui l’Italia è diventata più libera e rappresentando una generazione che sentiva davvero di poter cambiare il mondo. E lo vedeva accadere sotto le loro proprie mani.

Fonti: Intervista Thorimbert, Giovannina, Referendum, Pane e rose, Foto copertina, serie, ritratto TT.

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