Streghe, preti e castagne

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle

(Voltaire)

Arroccata nell’entroterra ligure si trova Triora, detta anche la Salem d’Italia, nonostante la storia di caccia alle streghe ligure preceda di poco più di un secolo quella statunitense. Un borgo ricco di storia, poco collegato al resto del mondo, che vive ancora di castagne e di streghe.

Nel corso della storia le donne sono state spesso cittadine “di serie B”, a volte maltrattate, a volte semplicemente ignorate, quasi sempre discriminate. In alcuni momenti questa tendenza ha assunto proporzioni estreme, come durante la cosiddetta caccia alle streghe.

Nella penisola italiana il culmine della caccia isterica è stato raggiunto nel 1587 nel piccolo borgo di Triora (Imperia), che oggi conta circa trecentocinquanta abitanti e che è raggiungibile con pochi mezzi di trasporto pubblico.

Ancora oggi entrando nel paesino durante la prima metà di ottobre si percepisce il profumo di castagne, che in passato hanno rappresentato la principale risorsa alimentare della zona.

Appena entrati a Triora vi saluta la statua di una strega, seguita poco più avanti dal museo etnografico e della stregoneria. Al piano terreno si trovano importanti e interessanti informazioni sulla vita nella zona, sulla storia locale, e si può osservare la ricostruzione di alcuni ambienti come la tipica dimora di un contadino, ma anche animali impagliati e oggetti d’uso comune. Al piano interrato invece si va verso l’orrore: prima una precisa ma anche ironica narrazione della storia delle streghe di Triora poi, addentrandosi in spazi sempre più bui e chiusi, la mise en scene di torture effettivamente subite dalle donne accusate di stregoneria.

Per passeggiare nel borgo bisogna avere le gambe buone: alcune case semplicemente cadono a pezzi, i vicoli sono tutti in salita e sono tanto angusti da poter proseguire solo in fila uno alla volta in molti punti.

Oggigiorno ci sono molti negozi che vendono bamboline a forma di strega, o di gatto, o di altri animali associati alla stregoneria, ma alle mura di molte case ci sono targhe per commemorare i numerosi preti che hanno vissuto a Triora. Una volta attraversato il paese e superati i principali crocevia, si giunge alla Cabotina, presunto punto di ritrovo delle streghe. Non è insolito vedere parecchi gatti aggirarsi nella zona, quasi come dei guardiani. Dalla Cabotina parte il sentiero delle streghe, una passeggiata piuttosto lunga in mezzo alla natura, fra le bacche e i fiori e, ovviamente, un gatto a fare da guida.

Così come è accaduto a Salem, anche qui gli abitanti hanno riabilitato le streghe, ricordando le storie di molte donne e rendendo loro omaggio ma soprattutto accogliendo con favore eventi come il Midsummer Fest in giugno, durante il quale non ci sono solo musiche e spettacoli, ma anche un “mercato incantato” e matrimoni celtici.

Triora, a parte le occasionali visite di curiosi, antropologi e di moderne streghe (Wiccan, neopagani e altri) resta come fossilizzata nel suo angolo di Liguria, anche se meriterebbe più attenzione. Ma attenti, se avete intenzione di andarci a vivere, non fatevi costruire una casa nuova: qualcuno potrebbe mandarvi il “lu malore della strega”. Meglio un’antica e decadente casetta, con vista sulle colline dell’entroterra e qualche gatto a guardia fuori dalla porta.

Foto scattate da Tiffany Cantamessa

Fonti:

Museo Etnologico e della Stregoneria

Comune di Triora

Midsummer Fest

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