Immacolata o prima fra le donne? Maria nell’Islam

lmmacolata Concezione dipinta da Murillo, 1650

“Piena di grazia, il Signore è con te”. Quante volte nella nostra infanzia – magari liberamente costretti dalla suora o dal prete assillante di turno – abbiamo ripetuto questa frase a macchinetta pronunciando l’Ave Maria? Oggi, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione di Maria dalla madre Anna e dal padre Gioacchino, andiamo alla scoperta dell’importanza della figura di Maria in una religione comunemente ritenuta misogina: l’Islam.

Gioacchino e ‘Imran: due padri diversi per due tradizioni diverse

I luoghi comuni sulla natura misogina del Corano e dell’Islam si sprecano spesso, oggi. Eppure sembra che nel misogino Corano ci sia un’intera Sura, la XIX, dedicata a Mariam, Maria, madre del profeta Gesù. La stessa Maria di cui si parla anche nella terza Sura, la Sura della famiglia di ‘Imran, marito di Anna, che nella tradizione cristiana è invece Gioacchino (sotto con Anna). La discrepanza qui non è solo in termini di nomi, ma anche di ruoli: nella tradizione cristiana, Gioacchino è a tutti effetti il padre biologico di Maria, mentre in alcune versioni della tradizione musulmana ‘Imran muore prima che Maria venga anche solo concepita. Ma nessuna traccia dell’idea di Immacolata Concezione.

Anna avrebbe pregato Dio dopo aver visto un nido, supplicando Dio di darle un figlio come era stato concesso ad Abramo e Sara nella loro apparente condizione di sterilità. Curiosamente questo passo è presente nella tradizione cristiana non dei Vangeli canonici , ma nel vangelo apocrifo di GiacomoDopo aver visto questo nido, le versioni della tradizione musulmana – non esplicitate dalle Sure III e XIX – sono due: Anna sarebbe rimasta incinta per volere divino dopo la morte del marito, oppure avrebbe concepito Maria con ‘Imran, morto prima della nascita di Maria.

Anna incontra Gioacchino

Una figlia votata a Dio

Il nome Maria o Mariam, “colei che adora o rende culto a Dio”, verrebbe nell’Islam dal voto pronunciato dalla madre Anna, una volta incinta ed esaudito il suo desiderio di maternità:”O Signore, io voto a Te ciò che è nel mio seno, sarà libero dal mondo e dato a Te! Accetta da me questo dono, ché Tu sei Colui che ascolta e conosce!”(Cor 3,36). In ogni caso, il nome le sarebbe stato dato dalla madre e non dal padre ‘Imran già morto. Maria sarebbe dunque stata destinata dalla madre apparentemente al servizio sacerdotale dalla madre Anna, che con ogni probabilità dovette cambiare piani una volta realizzato che si trattava di una femmina:”Signore, ho partorito una femmina!”. Ma, come aggiunge il Corano, “Dio sapeva meglio di lei chi essa aveva partorito (3,37)”. Dio sapeva che compito spettava a Maria: partorire Gesù.

Giovane donna, modello di santità

Quando fu in età più matura lo zio Zaccaria, di cui parlano a lungo i commentatori coranici tra cui Razī, le fece costruire una stanza dove poter pregare nel Tempio di cui egli era sacerdote, come attestano anche i Vangeli canonici. Lì meditava e pregava grazie alla guida di suo zio Zaccaria, che ogni volta che passava a portarle del cibo riscontrava miracolose moltiplicazioni delle pietanze. Questa prerogativa di compiere azioni prodigiose – non miracoli – da parte di Maria, annuncia la santità del profeta Gesù a partire dalla santità della madre Maria. Si può leggere parallelamente – in ambito cristiano – questa concezione di santità con quella di immunità dal peccato originale di Maria, che preparava la nascita immune dal peccato originale di Gesù. Due piani paragonabili ma diversi punti di vista – ovviamente – la differenza di ruolo di Gesù tra cristianesimo e Islam.

Questa santità (walāyah) di Maria è un modello niente meno che per Fatima, la figlia del profeta Maometto. Nel domandarle del cibo per lui e per la famiglia, essa portò inizialmente un pezzo di pane e un pezzo di carne che bastarono però per saziare tutta la famiglia (suona familiare eh?) in abbondanza. Secondo un racconto della tradizione shi’ita, molto legata alla figura di Fatima, nel lodare la figlia Muhammad avrebbe detto: “Sia lode a Dio, che ti ha fatto simile alla Signora dei figli di Israele (Maria)!”.

Satana (Iblis) raffigurato nella tradizione islamica

L’Immacolata e le punture di Satana

Si è detto che non c’è traccia nella tradizione musulmana di un dogma paragonabile all’Immacolata concezione di Maria, per quanto votata a Dio, capace di compiere meraviglie agli occhi che solo chi è caro a Dio e amico di Dio (wali, santo) può compiere. Tuttavia esisteva in ambiente musulmano la tradizione di un detto (hadith) molto curioso: “Non c’è neonato che non venga messo al mondo senza che Satana lo punga e il bambino pianga al momento della puntura; l’unica eccezione è il figlio di Maria e di sua madre” (Abu Hurayrah).

Questo detto sembra distanziare la condizione di Maria e Gesù da quella di tutti gli uomini, ponendoli in una condizione superiore addirittura rispetto a quella del Profeta. L’interpretazione di questo detto – che poi si scoprì essere di matrice cristiana – fu che né Maria né Gesù piansero al momento della nascita, in concomitanza con la puntura di Satana (sopra). Ma questa condizione, generata dal voto fatto da Anna a Dio, andava di pari passo con il fatto che ogni uomo ha nella tradizione islamica un demone che li tenta. Maria, per quanto non concepita in maniera Immacolata, rientra nel gruppo di santi e profeti preservati dagli errori umani da parte di Dio.

Prima e benedetta fra le donne

Tra le quattro donne fondamentali per l’Islam, Khadija (prima moglie di Maometto), Asiya (moglie del Faraone che intercedette per gli Israeliti su richiesta di Mosè), Fatima (figlia di Maometto e Khadija), Maria è considerata dai commentatori coranici superiore alle altre donne. Una superiorità giustificata dalla ripetizione della parola “Io ti ho scelto” pronunciata nell’annunciazione della nascita di Gesù da Dio, per bocca dell’arcangelo Gabriele, quello stesso arcangelo che porterà l’annuncio della Rivelazione divina al Profeta. Maria dunque pare senza macchia di azioni riprovevoli né è oggetto di calunnie, non è concepita come nel Cristianesimo ma è pur sempre la madre del profeta Gesù, il primo ad assestare un colpo mortale al paganesimo prima di Maometto.

Fonti:

Roger Arnaldez, Gesù figlio di Maria, profeta dell’Islam. Traduzione e note a cura di Davide Righi. Bologna, Createspace 2017.

Il Corano, a cura di Alessandro Bausani. BUR, Milano, 2016 (settima ristampa).

Foto credits:

Copertina: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7e/Inmaculada_Concepcion_%28La_Colosal%29.jpg

Foto 1:  https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c0/L%27Incontro_di_San_Gioacchino_e_Sant%27Anna_alla_Porta_Aurea_particolare.jpg

Foto 2:

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Immacolata o prima fra le donne? Maria nell’Islam”