Il Caviale e l’Estinzione

Ecco la perfetta ricetta per far estinguere le specie marine prematuramente: munitevi di una specie esistente da 13 000 anni, un po’ di sale, di pepe, qualche erba aromatica, reti a strascico (q.b.) e avidità in abbondanza. Mettete in forno per tutto il tempo in cui non ci siamo preoccupati delle conseguenze di una pesca di massa non selettiva. Aggiungete in cottura un po’ di traffico illegale e attendete finché la specie non sarà scomparsa.

Questa marmellata di more sa di pesce!

(Hollywood Party)

Lo storione, che molti conoscono per lo più sotto forma di caviale, era già esistente durante il giurassico. È sopravvissuto alla glaciazione, a millenni di storia, ma potrebbe non sopravvivere al distruttivo passaggio umano.

Se si pensa a tutte le specie in pericolo d’estinzione, lo storione non è certo il primo a venirci in mente, eppure è fra le specie che più probabilmente si estingueranno in breve tempo, per lo meno nel loro stato selvatico. Cinque su sei delle specie presenti nel Danubio sono in gravissimo pericolo a causa del traffico illegale che sembra provenire dalla Romania e dalla Bulgaria, come specificato da un rapporto del Wwf che prende in esame il periodo fra il 2000 e il 2009, ma bisogna considerare che sono quasi passati dieci anni e che il traffico illegale è sempre molto maggiore rispetto a ciò che si riesce a scoprire.

Storione europeo in acquario

Cosa si può fare allora per combattere l’estinzione di un pesce così antico? Innanzitutto avere maggiori controlli al momento dell’importazione: il caviale del commercio illegale che passa per il Mar Caspio infatti, battendo la strada di Romania e Bulgaria, spesso riesce ad essere spacciato per caviale d’allevamento approvato dall’UE. Inoltre, se proprio non si può fare a meno di questo delizioso e carissimo prodotto, ci si può almeno informare attentamente riguardo alla provenienza di ciò che stiamo comprando.

Giovane storione spiaggiato

Non si tratta però solo di un problema dell’area del Danubio; ma anche del Mare Adriatico, che per diverso tempo ha fronteggiato il rischio di estinzione dello storione, anche se pare che in questi ultimi anni ci sia stato un ripopolamento che darebbe adito a qualche speranza.
Un pericolo che accomuna tutte le specie marine e le mette tutte ugualmente a repentaglio è anche la regolare pesca effettuata con le reti a strascico, a proposito della quale si sta molto discutendo negli ultimi anni. Una forte spinta alla regolamentazione della pesca con reti a strascico per fortuna è giunta dall’Università di Glasgow e in particolare da uno studio dal titolo “A Scientific Basis for Regulating Deep-Sea Fishing by Depth”, pubblicato sul Current Biology, che suggerisce come conciliare gli interessi di chi pesca con la necessità di non mettere a repentaglio l’ecosistema marino, ponendo a 600 mt. il limite ideale di profondità alla quale pescare.

La strada è lunga e richiede la volontà dei governi di preoccuparsi dell’ambiente in modo adeguato, ma prendersi cura dell’ecosistema è possibile e soprattutto necessario.

Immagini di pubblico dominio estratte da Pixabay.com

Foto 1

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Foto di copertina

Fonti:

WWF, gli storioni del Danubio

A Scientific Basis for Regulating Deep-Sea Fishing by Depth (Abstract)

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