Mulan, un cartone animato fra storia cinese e leggenda

“Hai disonorato l’armata cinese, distrutto il mio palazzo e…salvato tutti noi”

Periodo natalizio, periodo di cartoni in tv. Fonte di distrazione, divertimento ma anche – se vogliamo – di qualche riflessione. Non fa eccezione tra questi Mulan, cartone che narra le gesta di una giovane guerriera in lotta non solo contro l’invasore unno ma anche contro i pregiudizi misogini della società. Ma c’è del vero in questa storia? Se sì, cosa?

Fa o Hua: questione di famiglia

Effettivamente si hanno notizie di una eroina di nome Mulan, “orchidea (Lan) di legno (Mu)” il significato del nome, in un periodo di tempo fra il 386 e il 581 d.C. Il nome di un’eroina che si trova a combattere spesso contro gli Unni e le loro scorribande compare in poemi delle dinastie del Nord. Fin qui, tutto in linea con il cartone.

Una divergenza si fa però notare: il cognome attribuito a Mulan nel cartone è Fa, mentre sia nell’ideogramma iniziale che compare nel cartone che nella tradizione letteraria e teatrale cinese il cognome riportato è Hua. Nella tradizione teatrale cinese fu rappresentata nell’omonimo dramma di Xu Wei (1521-1593) e in una ballata.

Un fratello dimenticato 

La leggenda – come il cartone – dice che Mulan avrebbe abbandonato la propria casa per prendere il posto dell’anziano padre Hua Hu nell’imminente guerra contro gli invasori unni. Mulan lo fece prendendo però il nome di battaglia del fratello minore, di cui però non abbiamo alcuna notizia, troppo piccolo per andare in guerra.

La partenza fu invece con probabilità meno traumatica di quella descritta dal cartone – di notte e di nascosto – ma tollerata, seppur non pienamente accettata, da entrambi i genitori.

Generale di prestigio

Le gesta di cui narra la tradizione popolare cinese sono assimilabili a quelle del cartone. Di fatto l’eroina si sarebbe guadagnata la promozione a seguito di una lunga e dura – circa 10 anni – campagna contro gli Unni. Sebbene manchi l’idea di estensione di questa campagna nello sceneggiato Disney, tuttavia l’impianto di fondo è sostanzialmente corretto.

Mulan riuscì a guadagnarsi la promozione al rango di generale dopo una geniale intuizione. Un giorno infatti, durante un pattugliamento al confine, notò un comportamento anomalo degli uccelli: decise quindi di mandare in avanscoperta parte dell’esercito, che individuò l’armata unna e la sconfisse.

Onori e matrimoni rifiutati

Se è vero che Mulan probabilmente sconfisse gli Unni, non lo fece certo nella cornice pittoresca della Città Proibita di Pechino, posteriore di quasi mille anni (160/1420) alla narrazione delle gesta della nostra eroina. Tuttavia sembra probabile il rifiuto opposto all’offerta da parte dell’imperatore a ricoprire il posto di funzionario – al posto del bisbetico Chi Fu, ricordate? – per tornare a casa a prendersi cura dei genitori.

Un’ultima nota curiosa: uno dei generali più anziani, entusiasta per il suo collega più giovane, cercò di insistere in ogni modo per far sposare Mulan con sua figlia, salvo scoprire, dopo una visita a casa sua che era…una bellissima ragazza.

Il racconto disneyano ci consegna un personaggio, che al netto delle modifiche del dato più leggendario che storico della figura di Mulan, ne conserva intatto e amplifica il messaggio di attaccamento ai valori della propria famiglia e della patria, senza timore di mettere a rischio la propria vita, proprio come avrebbe fatto un uomo.

Fonti

Associna

Athenae noctua

Projectnerd

Foto credits:

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