Gli uomini che si interessano alle donne

“Non si è morti fin quando si desidera sedurre ed essere sedotti.” Charles Baudelaire

 

Approcci e metodi di seduzioni visti e rivisti nel corso degli anni, analizzati attraverso le dichiarazioni di uomini appartenenti a diverse generazioni.

Sta agli uomini conquistare le donne, o è il gentil sesso a dover fare la prima mossa? I tempi cambiano, le generazioni si susseguono e con esse variano usi e costumi. Cosa succedeva negli anni Sessanta quando un ragazzo e una ragazza si incontravano, cosa succede oggi? Lo scopriremo attraverso i racconti di Antonio e di Andrea. Nel resoconto del primo sono racchiuse le esperienze di tre uomini, latin lover, nati negli anni Quaranta, in quello del secondo le esperienze di altri tre rubacuori nati a cavallo tra anni Ottanta e Novanta.

Scena de “I fidanzati” di Ermanno Olmi (1963)

ANTONIO: “Per quelli della mia generazione uscire di casa significava andare a caccia, e mai da soli. Bisognava essere in due o in tre, ci si appostava in quelli che erano i luoghi di ritrovo, non solo bar o locali, ma anche in piazza, o ai lati delle vie principali della città. Ci si sistemava in una posizione strategica e si osservava il passeggio delle ragazze. Certo, si poteva tentare un approccio anche a feste private, o passando attraverso una conoscenza comune, ma in quel caso la metà del divertimento era andato. Noi non facevamo altro che soddisfare i desideri delle ragazze che passavano ore a prepararsi per mostrarsi, per sfilare e attirare la nostra attenzione. Restavamo sempre molto composti ed educati, i nostri non erano mai apprezzamenti volgari: un “sei bellissima” o “complimenti alla mamma” erano sufficienti per attirare la loro attenzione. Quando adocchiavamo quella giusta ci informavamo l’uno con l’altro cercando di ricreare un quadro che ci fornisse le informazioni fondamentali: che tipo di uomo cercasse, se desiderasse un’avventura o una storia seria, quale fosse la sua reputazione in città. Quest’ultima informazione non ci interessava per cautelarci, piuttosto per aiutarci a ricercare una pratica strategia di approccio. C’era una certa arte velata, ed elegante nella cura che le donne ci mettevano nell’agghindarsi, erano avvolte da un alone di mistero, tanto da portarti ad immaginare come fossero i loro corpi sotto i vestiti. Gli accessori per cui io perdevo letteralmente la testa erano i cappelli a falda larga, le gonne strette, le calze con la riga posteriore, i tacchi mai vertiginosi ma eleganti. Oggi le ragazze si mostrano fin troppo con mise provocanti e discutibilmente seducenti. Non c’è più nulla da scoprire, si mostrano con la stessa immediatezza e meccanicità con cui postano le foto sui social network. Ovviamente sto generalizzando, non dico che sia così per tutte, le eccezioni ci sono, come in negativo c’erano quando avevo vent’anni io, ma ciò che da nell’occhio non è mai la mosca bianca.”

ANDREA: “Non è vero che noi oggi cerchiamo solo le ragazze su Facebook, magari le vediamo in giro o nei locali, ci facciamo dire da qualcuno il loro nome e allora andiamo a studiare i loro profili. È più immediato e permette di scremare più velocemente. Con i social network in cinque minuti puoi scoprire se è fidanzata, se si ritocca le foto, se ha degli interessi simili ai tuoi. Se da questa breve ricerca scopri che si tratta di una tipa appetibile, allora le scrivi oppure vai a parlarle quando la incontri. Le donne a volte sono molto più sgamate di noi: i ragazzi ci provano senza ritegno, soprattutto se vogliono una botta e via, questo è vero, ma anche le ragazze non scherzano, soprattutto in chat tante volte fingono di darti corda, ti fanno credere di essere interessate e poi spariscono. Se sei uno nella media impari a farci i conti, se sei, invece, uno di quelli che va per la maggiore non hai da preoccuparti, cascano tutte ai tuoi piedi. Il giudizio sull’abbigliamento io credo vari in base all’età: quando hai quindici o sedici anni ti senti Dio in terra se stai con una ragazza che si mostra, che fa vedere tutto in giro, poi quando cresci inizia a darti fastidio. Se è la tua ragazza deve darsi un certo contegno, o non solo fa brutta figura lei, ma la fai anche tu e vieni additato come uno che esce con una tipa facile. A volte quando vedi una ragazza che può interessarti scappano i commenti volgari, ma partono come semplici constatazioni fatte con gli amici tanto per parlare, poi però degenerano o perché c’è quello che non sa stare zitto, o perché sei in un locale e bevi, o ancora perché in fondo ti vuoi divertire e, se non lo fai prima dei trent’anni, non lo fai più. Poi anche il volgare è discutibile: dire a una ragazza “Che bel culo” è davvero volgare? Non è che se lei si atteggia tanto e mette abiti provocanti vuole in realtà sentirselo dire?”

I metodi, gli approcci, il venire a contatto con l’altro sesso è senza dubbio cambiato. Generazioni differenti hanno punti di vista opposti, eppure qualcosa di comune resta: un profondo e radicato gusto per l’estetica. L’uomo parla di come la donna si metta in mostra, ma egli stesso, inconsciamente o non, pratica la stessa vezzosa arte ricorrendo a escamotages ingegnosi e macchinosi.

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