Il “Faro”, un luogo di formazione per giovani in difficoltà

“Le cose che davvero meritano di essere fatte sono quelle che il mondo considera impossibili”, Susanna Agnelli

Ricorre quest’anno il ventesimo anniversario dalla nascita dell’associazione “Il Faro”, a Roma. Dal giorno della sua fondazione ad oggi, i suoi ospiti si vedono garantito un servizio di formazione per lavori manuali e un aiuto nell’integrazione al mondo del lavoro.

Il Faro, centro gratuito di accoglienza e formazione al lavoro per giovani italiani e stranieri in difficoltà, compie quest’anno vent’anni. La fondatrice, Susanna Agnelli, volle creare un luogo che rappresentasse “un faro per la città e i suoi ragazzi”, per dare loro l’opportunità di apprendere diversi mestieri e accedere in modo più immediato e diretto al mondo del lavoro.

Ragazzi portano dei piatti

Dal giorno della sua fondazione ad oggi, il centro si propone come luogo di accoglienza, formazione e orientamento al mondo del lavoro. Dal 2015, in collaborazione con il Centro Astalli, è entrato nella rete SPRAR e da allora accoglie 35 stranieri richiedenti asilo; mentre, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, accoglie 22 minori stranieri non accompagnati. Il progetto di formazione prevede corsi professionalizzanti gratuiti per giovani italiani e stranieri con disagi economici. L’insegnamento, impostato sul metodo pratico del “learning by doing”, comprende vari corsi, come quello per barista o per parrucchiere, organizzati in base alle attitudini degli studenti. I corsi hanno una durata media di due mesi, alla fine dei quali viene rilasciato agli allievi un attestato di partecipazione. In prospettiva dell’esperienza lavorativa, al giovane viene anche indicato come compilare un “Curriculum vitae” e come sostenere un colloquio di lavoro. Ogni anno si possono contare circa 200 nuovi giovani artigiani uscenti dai corsi proposti da “Il Faro”.

Ragazzi con le mani in pasta

A gennaio riaprono le iscrizioni per i corsi di barista/gastronomo e pizzaiolo, insieme a quello di cameriere, che ha già aperto le selezioni. Come dice Roberto Scanarotti, autore de “Alla luce del Faro. Storie in salita di giovani coraggiosi”, dedicato al servizio offerto dalla fondazione, si tratta di “giovani che partono svantaggiati, ma che poi, imparando un mestiere, portano a termine un percorso di approfondimento non solo professionale, ma anche umano, incentrato sui valori della convivenza, della solidarietà e del rispetto”. Il suo libro  racconta dieci storie stra-ordinarie di ragazzi che, partendo da situazioni difficili, hanno saputo imparare a “navigare con le onde alte e che ci insegnano, rammenta l’autore, “a non cedere di fronte agli ostacoli, a lottare sempre per affermare la propria dignità”.

 

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