Il parco naturale del Monte Barro

Ci sono luoghi di una bellezza unica e tuttavia non abbastanza noti.
da “VIVERE Monza Como Lecco e Brianza” n.77 – Settembre 2013

Una gita a pochi passi da Lecco in un’oasi di interesse naturalistico e archeologico.

Il Monte Barro, raggiungibile con una passeggiata di circa dieci minuti dalla stazione dei treni di Lecco, è un rilievo isolato di formazione dolomitica, alto 922 metri. Per arginare la speculazione edilizia, nel ’69, le comunità locali iniziarono ad operarsi per la salvaguardia del monte e nel ’74 nacque in maniera autonoma il Consorzio per la salvaguardia del Monte Barro. Ora la zona vanta dei suoi 44 km di sentieri e delle splendide vedute sui laghi briantei e il parco offre attrazioni in grado i soddisfare ogni amante degli spazi aperti.

1- Palestra di roccia

Arrampicata libera
La palestra di roccia di Camporeso, nella zona sud del parco, è una falesia molto apprezzata tra gli alpinisti. Con le sue oltre 50 vie d’arrampicata, mantenute dalla sezione di Vimercate del CAI, offre sentieri di diverse difficoltà per arrampicatori di ogni livello.

L’Eremo
Posto al centro del parco, a circa 800 metri di quota, e raggiungibile dall’unica strada che percorre il parco. L’Eremo al momento ospita l’Ostello Parco Monte Barro (che offre spazi letto per gruppi e anche sale convegni), un bar-ristorante, il centro visitatori e l’antiquarium del museo archeologico. Questa località nel tempo è stata presidio romano, rocca longobarda e poi sforzesca, e convento francescano (da cui il nome di eremo).

Flora e Fauna
Grazie ai numerosi habitat presenti, il parco è l’area protetta lombarda con maggior biodiversità floristica. Dai faggetti e tiglio-acereti delle valli settentrionali, ai boschi di rovere di quelli meridionali. Dalle praterie xeriche e prealpino-insubriche, alle sorgenti carsiche fino alle rupi calcaree. Per tutelare flora e habitat, dal 2003 l’area è divetata Sito di Importanza Comunitaria.
Il sistema carsico di acque sotterranee favorisce la presenza di diversi invertebrati, tra cui il Gambero di fiume (specie rara dell’IUCN – Unione Mondiale per la Conservazione della Natura). I prati magri sono invece habitat ideale per 56 tipi di farfalle presenti nella zona, uccelli, come il succiacapre (raro animale notturno), e rapaci che nidificani sulle rupi, come il gheppio e la poiana. Per tutelare l’avifauna locale il parco è diventato Zona di Protezione Speciale.

2- Area archeologica

Archeologia
All’interno del parco il visitatore può accedere liberamente a un sito fortificato di età gota (V-VI sec. d.C.). Per difendersi dalle invasioni dei barbari, i Romani del tardo impero istituirono sul lago di Como una forza navale. Tra i diversi castelli fondati a sud del lago il più noto risulta essere proprio quello del Monte Barro.

Un’escursione consigliata a ogni amante della natura: qualche minuto di salita sui gradoni del sentiero è sufficiente per lasciarsi alle spalle i rumori della città.

Fonti:                         Credits immagini:
Parco Barro                Sofia Spinelli
Ostello Parco Barro

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Il parco naturale del Monte Barro”