L’anima nera dei millenials innamorati del neofascismo

“Il fascismo è la violenza con la quale si odia il diverso.” 
Rinaldo Sidoli

Realtà che si richiamano al neofascismo prendono ormai sempre più piede in Italia. Non sono però residuati nostalgici: ottengono sempre nuova linfa dai giovani, esercitando sempre più fascino sui millenials.

Casa Pound. Forza Nuova. Lealtà e azione. Nomi noti a pochi, fino a non molto tempo fa. Oggi, invece, li si trova sulle pagine di cronaca sempre più spesso. Sovente, di recente, anche sulle schede elettorali. Nomi diversi per idee comuni, che hanno una matrice sempre più spesso rivendicata formalmente: il neofascismo. Tenuto insieme da un diffuso odio del diverso, in particolare lo straniero, il migrante, meglio se islamico e africano, il movimento compie azioni come i raid alla riunione di Como Senza Frontiere o la protesta sotto la redazione di Repubblica. Protagonisti delle azioni dimostrative che si moltiplicano quotidianamente non sono però gruppi di nostalgici cui l’attualità offre una nuova capacità persuasiva: basta osservare i gruppi che si riuniscono sotto le nuove bandiere nere per notare che si tratta, per la quasi totalità, di millenials.

Fra i giovani, le parole d’ordine dei nuovi fascisti hanno sempre più pregnanza: le statistiche formulate nei licei e istituti superiori raccontano che le forze studentesche che si richiamano a questi ambienti, Blocco Studentesco e Lotta Studentesca, godono di cinquantaseimila preferenze e di duecento fra rappresentanti di istituto e membri delle consulte.

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Inutile però cercare echi degli anni di piombo, in cui fascisti e comunisti si distinguevano al primo sguardo. Oggi il nuovo fascismo ha acquisito la lingua dei ragazzi, quella dei social, dove si moltiplicano hastag a tema, pagine su Facebook che inneggiano al duce e foto di saluti romani in discoteca accompagnati da sorrisi spavaldi, dediche d’amore tra giovani che ripetono le parole di Mussolini. Del resto, i social network sono un porto franco: il blando sistema di filtro dei contenuti che caratterizza portali come Facebook ha offerto ai giovani “neri” “nuove reti sociali” in cui “punti di vista o comportamenti, normalmente inaccettabili nella società, diventano ‘normali’.” come scrivono i ricercatori Tom Stevens e Peter Neumann del King’s College di Londra e riporta Guido Caldiron.

Una nuova passione che però non trova spazio solo sui social o ai concerti delle band come ZeroZeroAlfa, guidata dal leader di CasaPound, ma scende nelle strade. L’inchiesta di Simone Alliva, che ha trascorso una settimana tra giovanissimi che si salutano gridando “avanti camerati”, racconta di aggressioni di gruppi di ragazzini, una decina alla volta, contro stranieri – secondo i Ros, soprattutto bengalesi – e coetanei: “Sei antifascista? Allora sei un uomo di merda”. Seguono botte, denti rotti e giorni di prognosi.

millenials neofascismo
Un interesse, quello per i giovanissimi, che le realtà della galassia neofascista hanno ben presente: è la voce di uno dei responsabili della sede romana di Forza Nuova a chiarire: “a me quello che interessa so’ i ragazzini, i ragazzini”. E i ragazzi rispondono, a un neofascismo sempre più capace di intercettare le loro incertezze, il bisogno che accomuna molti esponenti della generazione Y di sentirsi parte di qualcosa, propugnatori di idee forti, nette. E la costante della violenza, che le forze dell’ordine riscontrano, altro non è che un nuovo spazio per sentirsi potenti. Ad aiutare, un’atmosfera, quella italiana, dove il malcontento e la fatica quotidiana hanno reso parole e pensieri del neofascismo ormai non più irripetibili, né tanto meno motivo di vergogna.

Lo scrittore Raffaele Ventura è spietato e convinto dei motivi della recrudescenza del neofrascismo tra i millenials: “Sono sovraistruiti, spinti da padri figli del boom a cercare soddisfazione”. Si trovano invece davanti un mondo che non ha spazio per loro, e “creare un capro espiatorio” nello straniero è una conseguenza non imprevedibile. Così come cercare salvezza da un tempo confuso e ricco di contrasti in una pretesa età dell’oro dove capi carismatici conoscevano ogni risposta, e regnava un propagandato ordine. Difficile dire se e in quale misura i giovani e giovanissimi conoscano davvero ciò che desiderano. Eppure lo desiderano, con una intensità impossibile da ignorare.

Fonti:                          Immagini:
Copertina
Guido Caldiron
Simone Alliva               Foto 1
Raffaele Ventura          Foto 2

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