La balbuzie e i suoi rimedi: Demostene, re Giorgio VI e…Mosè

“Rem tene, verba sequentur” Catone il Censore

 

“Rem tene, verba sequentur”, diceva Catone il Censore. “Conosci l’argomento, le parole seguiranno” è il motto che dovrebbe seguire ogni buon oratore, diceva. Eppure per molti personaggi famosi della storia, far seguire le parole una all’altra fu un impresa titanica, a causa della balbuzie. Ma peggio di esser famosi e soffrire di balbuzie era esser famosi, soffrire di balbuzie e svolgere un mestiere dove parlare in pubblico è la consuetudine, la routine quotidiana.

Demostene e le Filippiche

Il celebre oratore ateniese Demostene era nato con notevoli difetti di pronuncia, in particolare si dice che avesse la cosiddetta ‘r moscia’ oltre ad una serie di difficoltà legate alla balbuzie. In una società dove quasi ogni aspetto, dalla poesia al teatro alla letteratura ma anche alla pratica politica, era legato all’oralità, una vera tragedia greca. Narra lo storico greco Plutarco:

per porre rimedio a una pronuncia poco chiara e alla balbuzie e riuscire ad articolare bene le parole, si infilava in bocca dei sassolini e contemporaneamente declamava qualche passo; volendo, inoltre, rinforzare anche la voce, faceva conversazione mentre correva o si inerpicava per qualche salita e intanto, tutto d’un fiato, proferiva discorsi o versi. A casa, poi, aveva un grande specchio, davanti a cui si collocava e preparava i suoi interventi.(Vite Parallele, XI)

Grazie alla sua perseveranza e al suo continuo esercizio, Demostene divenne l’oratore per eccellenza nel mondo greco. Rimase nella storia per le sue celebri invettive contro Filippo, re di Macedonia, padre di Alessandro Magno: le Filippiche, pronunciate tra 351 e 342 per svegliare dal torpore le città greche, divise nell’affrontare le mire espansionistiche di Filippo II che avrebbe però sconfitto nel 338 a Cheronea i greci, ponendo le basi per il successivo assoggettamento ad opera del figlio Alessandro.

Vite parallele di balbuzienti

Lo storico e filosofo greco Plutarco di Cheronea mette curiosamente in parallelo la vita di Demostene con quella di un altro balbuziente di successo, Cicerone, cui certo non faceva difetto la parlantina. Da Cicerone in poi ci sono numerosi esempi di personaggi celebri balbuzienti, da Isaac Newton a Marylin Monroe, da Giulio CesareWinston Churchill, da Virgilio ed Aristotele fino alll’imperatore romano Claudio, sbeffeggiato crudelmente da Seneca anche per la sua balbuzie nella sua Apokolokyntosis, “Apoteosi di una zucca”, poema satirico sulla morte di Claudio, definito zuccone per le dimensioni abnormi del capo e per la sua ottusità, stando al giudizio dell’autore. Quando Claudio arriva alle porte del regno dell’aldilà, nel testo senecano si legge:

“Gli avevano domandato di che paese fosse, e lui aveva borbottato qualcosa con suoni inarticolati e indistinti; ma
la sua lingua non la capivano: non era né greco né romano, né di altro paese conosciuto.

 

Re Giorgio VI, Mosè e le “Dieci Parole”

Il caso più famoso di personaggio pubblico balbuziente portato all’attenzione dell’opinione pubblica è quello di re Giorgio VI d’Inghilterra, interpretato magistralmente da Colin Firth in The King’s Speech (Il discorso del re). Il film ha il merito di offrire uno spaccato vivo e vivido sul dramma psicologico che si cela dietro l’esprimersi in maniera goffa e impacciata con le parole, la punta evidente di un iceberg ben più profondo e fondato su un insieme di emozioni negative, come riporta l’Istituto italiano per le Balbuzie. Un dramma personale acuito in particolare dai ruoli di grande responsabilità collettiva, per chi come re Giorgio VI si trova ad essere capo di uno degli stati principali coinvolti nella II Guerra Mondiale.

Doveva essere un vero dramma psicologico quello vissuto anche da Mosè, che nei capitoli IV e VI dell’Esodo spiega chiaramente di essere “incirconciso nella lingua”, incapace di esprimersi in maniera efficace: per questo avrà sempre a suo fianco il fratello Aronne. Pur lamentandosi della sua difficoltà comunicativa con Dio, sarà Mosè stesso a pronunciare quelle “Dieci parole” fondamentali non solo nella storia delle religioni ma dell’umanità: i Dieci Comandamenti.

 

 

Fonti:                                                                                                                 Foto credits:

  1. Plutarco di Cheronea, Vite Parallele. Cicerone e Demostene                          1. Copertina: Il discorso del re
  2. Lucio Anneo Seneca, Apokolokyntosis                                                            2. Demostene  
  3. Treccani
  4. Ok-salute.it 
  5. Balbuzie.it
  6. Istituto Balbuzie

 

 

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