Performance di genere e mascolinità: il peso della maschera

“Non ero mai contro la categoria degli uomini” Judith Butler, filosofa femminista.

 

The Mask You Live In è un documentario che esplora come le aspettative sociali e gli insegnamenti diretti ai giovani maschi possano creare un’identità difficile da portare. In altre parole una maschera che è molto difficile da indossare.

Si parla spesso di teoria di genere nell’ambito del femminismo, e il più delle volte si assume che una teoria femminista sia principalmente uno strumento di lotta culturale in favore delle donne. Tuttavia, esiste almeno un ambito in cui le teoriche della femminilità potrebbero invece offrire validi presupposti per iniziare a migliorare anche la vita degli uomini.

Secondo molte fonti, infatti, gli uomini non se la passano molto bene soprattutto nell’ambito del benessere psicologico. Secondo “Mental Health Foundation”, la quantità di suicidi maschili è molto più alta di quelli femminili (nel Regno Unito si parla di un rapporto di 78 a 22), mentre sempre gli uomini sarebbero molto più suscettibili all’alcolismo e oltretutto ricercherebbero di meno l’aiuto di psicologi e simili professionisti. Secondo il documentario The Mask You Live In, questo disagio dipende da una maschera, la maschera della performance della posticcia mascolinità.
Si tratta di un’elaborazione della già celebre teoria di Judith Butler; secondo questa filosofa il genere ha ben poche basi sul dimorfismo sessuale, ma rappresenta invece più una performance, una maschera di una commedia, una recita teatrale.

Judith Butler

In particolare la recita di alcune istanze di ciò che è culturalmente definito come mascolino potrebbero in realtà rendere il sesso maschile particolarmente vulnerabile dal punto di vista psicologico.
Si pensa che gli uomini siano infatti estremamente scoraggiati dal mostrare debolezze in virtù di un ruolo sociale che li vuole forti, impervi e stoici; questa circostanza rende metà della popolazione incapace di mostrare veramente le proprie difficoltà, e quindi di ricevere aiuto. Gli uomini paiono riportare raramente i propri disagi emotivi, sia a professionisti che ai propri amici, e tendono a presentare i sintomi in maniera attenuata, falsata e ridotta per preservare una figura forte di sè.
Alcuni parlano in questo caso di “mascolinità tossica”: una mascolinità che è dannosa allo stesso portatore di questa maschera, e The Mask You Live In analizza come questa maschera infici la crescita, oltre che la maturità, dei ragazzini moderni. In effetti, si è notato che il rendimento scolastico della popolazione maschile tende ad essere inferiore a quella femminile, forse (ma questa è solo una delle ipotesi) proprio a causa di una identificazione tra la dedizione ai libri e la mancanza di testosteronica prodezza.

Butler ci presenta un genere che è una maschera; una maschera che spesso impedisce l’espressione vera e autentica del volto umano, imponendogli una caricatura innaturale.
La conseguenza della teoria della performatività di genere è che se il genere è una performance mutevole, allora i problemi legati ad esso possono essere risolti con una modifica del ruolo da recitare; una prospettiva che lascia nelle mani della società il benessere dei singoli, ma che certamente non pare campata per aria.

 

Immagini:                         Fonti

Copertina;                        Mental Health

Butler;                              Gender Trouble, Judith Butler

Locandina

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *