La via dell’ambra: fascino senza fine

L’ambra fa bene alla salute. Se tagli il granito, devi indossare una maschera protettiva e degli occhiali. Ma quando lavori l’ambra, non devi prendere precauzioni – anzi, ti fa diventare più forte, giovane e bello… Come me!

Alexander Yuritsin, orafo

 

L’antico nome dell’ambra, elektron, è greco e si riferisce al fatto che fosse una resina “fatta di sole”. Si crede che questa particolare sostanza, i cui esemplari più giovani hanno solo 100.000 anni, contenga la saggezza della terra. lI suo commercio ha certamente arricchito generazioni di marinai e mercanti del Baltico.

L’ambra è una resina fossilizzata di alberi antichi ed estinti, che può essere estratta in diversi modi, a seconda delle possibilità economiche e del tipo di ambra, come si legge sul sito gemselement.com. In alcuni casi si stacca direttamente dal fondale e la si può trovare sulle rive del mare, in altri si può andare a dragare il fondale.

Il nome greco elektron viene dalle proprietà elettrostatiche dell’ambra: già Talete si accorse che una bacchetta d’ambra strofinata contro un panno era in grado di attirare elettrizzare piccoli corpi circostanti, come piume o pagliuzze.

Il nome con cui oggi chiamiamo l’ambra viene dall’arabo “anbàr”, lemma che designava una sostanza molto usata nell’arte della creazione dei profumi: l’ambra grigia. In realtà entrambe le sostanze, sia l’ambra che l’ambra grigia, profumano se scaldate, ma l’ambra a cui siamo abituati a riferirci è stata sfruttata molto presto per la creazione di gioielli e amuleti, specialmente fra gli antichi egizi, mastri gioiellieri dell’antichità.

L’ambra non è solo utile alla creazione di gioielli: come molti artigiani e fumatori di pipa sanno, è anche uno dei materiali utilizzati nella creazione di bocchini. Purtroppo in questo ambito non è facile usarla e spesso se ne producono di materiali che somigliano all’ambra nell’aspetto, ma nel XIX secolo diversi artigiani si cimentarono nell’impresa di creare bocchini d’ambra da applicare alle pipe di schiuma, per renderle un oggetto ancora più prezioso.

La via dell’ambra, ovvero il percorso del commercio dell’ambra, iniziava sul Baltico, in Russia, Lituania, Polonia, Germania. Proseguiva poi verso il Mar Nero e arrivava fino in Egitto. Strascichi di questa via di commercio e scambio permangono a livello culturale con il gemellaggio delle repubbliche baltiche e la Basilicata in eventi come La festa d’inverno lungo la via dell’ambra (2013), durante la quale si è ricordato che zampogna e scacciapensieri sono strumenti tradizionali dell’isola di Saaremaa, nel Mar Baltico.

L’ambra da secoli viene usata per la creazione di gioielli

Come molti elementi naturali, l’ambra interessa anche il campo della cristalloterapia e dell’esoterismo: spesso si crede infatti che l’ambra possa purificare il corpo e trasformare le energie negative in positive, o che aiuti le facoltà intellettive. È dall’antica cultura greca però che proviene la leggenda sull’origine magica dell’ambra: Fetonte, dopo essere stato punito da Zeus, fu pianto dalle sorelle che si trasformarono in pioppi e le loro lacrime, asciugate dal sole, divennero ambra.

Oggi, se si vuole osservare una miniera d’ambra, non resta che andare a Kaliningrad, una delle regioni più occidentali della Russia, dove si vantano aria pulita, paesaggi spettacolari, clima mite e una gigantesca miniera naturale a cielo aperto d’ambra, dove, come dice l’orafo Alexander Yuritsin a RussianLife, “L’ambra […] ti fa diventare più forte, giovane e bello”.

Kaliningrad

Fonti:                                 Foto:                           Video:

Gemselement.com             Foto di copertina         Giornale Luce, luglio 1934

La via dell’ambra               Foto 1

La festa d’inverno              Foto 2

Kaliningrad

L’ambra e le pipe

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