Sulle ali di un uccello migratore

[Gli uccelli sono] I messaggeri degli dèi,

Euripide

Nell’antichità si credeva che le migrazioni di stormi di uccelli fossero segnali divini utili a interpretare il futuro. Ora la scienza può spiegare perché gli uccelli migrano, ma ci sono ancora dei dubbi su come riescano a farlo con tanta precisione e c’è la possibilità che la loro migrazione possa dare indizi sul futuro del clima.

Ogni anno più della metà delle specie di uccelli compie percorsi migratori anche lunghissimi per assicurarsi la sopravvivenza. Diverse sono le tesi su come facciano ad orientarsi, a seconda della specie e del tipo di percorso.

Come spiega il sito di Lipu Onlus, in alcune specie l’orientamento geografico è tramandato agli esemplari più giovani dagli esemplari anziani, in una sorta di memoria collettiva. In altre, sono le stelle a fare da guida, come dei marinai in volo. La terza strategia ha a che fare con dei sensori chimici presenti in varie parti del cranio e del cervello, che percepiscono i campi magnetici terrestri fungendo da “navigatore”.

Ovviamente alcune specie preferiscono orientarsi seguendo dei landmark come particolari montagne o vie fluviali, ma a volte gli uccelli che sfruttano la loro conoscenza del paesaggio possono essere confusi dalle modifiche artificiali fatte sul territorio.

L’oca delle nevi sfrutta la memoria collettiva per migrare

Non tutti gli uccelli migrano: alcuni riescono ad adattarsi al loro habitat d’origine, a sfruttarne le risorse in tutte le stagioni dell’anno, e diventano sedentari; la pavoncella, molto diffusa in Europa, è soprattutto un uccello migratore, ma in alcune aree è diventata sedentaria. In Piemonte, dove negli anni ’50 è iniziata la colonizzazione, è stato possibile studiare l’effetto distruttivo che la coltura intensiva delle risaie ha sulla vita della pavoncella.

La pavoncella si riproduce ponendo le uova in un buco nel terreno, e normalmente preferisce i luoghi di pianura rispetto alle aree boschive. Durante la migrazione si sposta soprattutto di notte e all’alba, a grande velocità (circa 60 km/h) considerando che si tratta di un uccello piuttosto piccolo.

La specie è tutelata in diversi paesi, poiché si teme che l’intensificazione delle pratiche agricole possa metterne in pericolo i luoghi di riproduzione. La caccia, attualmente permessa in Francia, Italia, Grecia e Spagna, non costituisce ancora un grave pericolo, perché non è facile avere successo nella caccia alla pavoncella. Le caratteristiche della pavoncella fra cui velocità, scaltrezza e un atteggiamento sospettoso, la rendono molto ambita dai cacciatori, ma la rendono anche una preda molto difficile.

La pavoncella è intelligente e sospettosa: una preda difficile per i cacciatori

Cambiamenti nelle tratte migratorie degli uccelli possono rivelare molto sui cambiamenti climatici in atto. Molti scienziati ritengono che l’osservazione delle migrazioni oggi possa costituire uno degli elementi chiave per la predizione di questi cambiamenti.

Non diversamente dai nostri antenati, che negli stormi in volo vedevano i presagi di un futuro non sempre roseo, oggi, nelle migrazioni animali e non solo in quelle ornitologiche, l’uomo può osservare i segnali del futuro che si avvicina.

 

Foto:                  Fonti:

Copertina           Lipu Onlus

Foto 1                Pavoncella

Foto 2                Caccia alla pavoncella

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