La Conferenza Nazionale sulla Famiglia, tra esclusioni e polemiche

“Il compito di un genitore è di essere la persona che riesce a vedere oltre la collina.”
James L. Hymes

 

Uno dei temi ricorrenti delle campagne elettorali italiane é quello della famiglia, tema estremamente ampio e complesso.

La convocazione presso l’Osservatorio nazionale sulla famiglia del 20 febbraio 2018 delle più importanti associazioni di genitori LGBT italiane appare come un notevole passo avanti rispetto alla Conferenza Nazionale dello scorso settembre.

Il 28 e 29 settembre 2017 si è tenuta infatti a Roma l’attesissima Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia, organizzata dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio. L’iniziativa, che aveva lo scopo di confrontarsi sulle politiche di sostegno familiare, ha però fatto molto parlare di sé per le esclusioni operate.

A lungo è stato ripetuto che le cosiddette famiglie arcobaleno, composte da una coppia dello stesso sesso con figli, non fossero rappresentate. Si tratta però di una verità parziale: l’unica realtà LGBT invitata a partecipare è stata infatti Arcigay. Nonostante si tratti dell’associazione più presente e diffusa sul territorio nazionale, non può tuttavia rappresentare da sola le complesse problematiche della genitorialità LGBT in Italia.

Ad Agedo Nazionale, l’associazione dei genitori di persone LGBT, è stato invece concesso di essere presente solo come ospite, senza la possibilità di intervenire. Associazione Famiglie Arcobaleno non è stata invitata, mentre a Rete Genitori Rainbow, che aveva chiesto di prendere parte all’incontro, è stata negata la partecipazione. Si tratta di una decisione molto controversa: le ultime due sono infatti le principali associazioni di famiglie omogenitoriali sul territorio nazionale. La prima riunisce coppie LGBT con figli, mentre la seconda è il punto di riferimento delle persone LGBT con figli da relazioni precedenti.

A dispetto delle apparenze, le istanze delle famiglie LGBT, che sembravano escluse dal dialogo, sono riuscite a trovare spazio. Arcigay è infatti riuscita ad introdurre tematiche molto importanti per la comunità Lgbt come il danno causato alle famiglie arcobaleno dallo stralcio della stepchild adoption dal DDL Cirinnà, l’apertura di adozioni e procreazione assistita anche a coppie dello stesso sesso e single e l’equiparazione delle unioni civili same-sex all’istituto del matrimonio.

Sempre più sentenze della Cassazione, sostituendosi al vuoto legislativo, “regolarizzano” l’esistenza di famiglie LGBT, anche se persistono casi di Comuni che si rifiutano di registrare bambini nati da genitori dello stesso sesso. “Noi esistiamo, ci siamo, ma lo Stato italiano continua a considerarci fantasmi” ha affermato Famiglie Arcobaleno.

Marilena Grassadonia, Presidente di Famiglie Arcobaleno, Alessandra Forani e Gabriele Faccini, portavoci di Rete Genitori Rainbow e Fiorenzo Gimelli, portavoce di Agedo, hanno ribadito in un comunicato stampa: “L’esclusione delle associazioni rappresentative del mondo LGBT è grave, e il solo fatto che si parli di ‘famiglia’, e non di di ‘famiglie’ come sarebbe più corretto, è altamente significativo. Il Governo non può farsi promotore di un evento che si rifiuta di prendere in considerazione le istanze sia delle famiglie omoparentali di nuova costituzione, cioè che hanno avuto figli all’interno della coppia omosessuale, sia delle numerose famiglie ricomposte in cui un componente della coppia omosessuale abbia avuto figli da relazione etero precedente, tutte realtà in cui sono presenti bambini e ragazzi che vanno tutelati”. Grassadonia, inoltre, ha chiesto un intervento netto da parte degli esponenti politici più sensibili.

Se la discriminazione delle famiglie LGBT ha ottenuto grande attenzione mediatica, non si può dire lo stesso di un altro grande escluso: non sono stati convocati neppure gli enti che si occupano di adozioni internazionali, come Cifa e CIAI.
La replica del Cifa di Torino arriva attraverso uno sdegnato comunicato stampa: “Ancora una volta l’adozione internazionale viene snobbata dalle istituzioni. La nostra richiesta di partecipazione è stata rifiutata con una motivazione che ci pare decisamente discutibile. La manifestazione sarebbe infatti riservata ai soggetti istituzionali e ai rappresentanti delle organizzazioni nazionali della società civile presenti negli organismi collegiali a supporto delle politiche in materia di famiglia. Da decenni Cifa è l’Ente Autorizzato che in Italia porta a termine il maggior numero di adozioni e abbiamo contribuito a formarne più di cinquemila, di famiglie. Il fatto che si tratti di famiglie adottive significa forse che le ‘nostre’ famiglie valgono di meno rispetto a quelle biologiche?”

Occorre aggiungere che, oltre a non includere forme di genitorialità non tradizionali, la Conferenza non annoverava nel paradigma di famiglia neanche le coppie senza figli, le situazioni di coparenting e le famiglie nate senza il vincolo del matrimonio.

 

Credits immagini:                    Fonti:

Immagine di copertina.           Repubblica.it

Immagine 1.                             Famiglie Arcobaleno

Immagine 2.                             Arcigay.it

Il Fatto Quotidiano

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