Orso circense cerca casa

L’orso rispetto agli altri animali ha il vantaggio che a Carnevale può restare vestito così com’è,

Gene Gnocchi

Dall’orso Yogi a Masha e l’Orso, gli orsi popolano l’immaginario collettivo come giganti della natura, a volte buoni, a volte feroci, amanti del miele e non troppo propensi alla socializzazione. Oggi gli orsi sono in grande pericolo e gli orsi bianchi in particolare, i principi dell’Artico, devono “migrare per sopravvivere”, come titola un articolo de “il Tascabile”.

Da diversi anni i cambiamenti climatici stanno riducendo le possibilità di sopravvivenza per molte specie che abitano l’Artico. Predatori costretti a migrare verso nord hanno a che fare con altri e nuovi predatori con i quali non erano abituati a convivere, come avviene nell’incontro fra volpe rossa e volpe artica fotografato da Don Gutoski per il concorso Wildlife Photography of the Year (2015). Fra le specie in pericolo c’è l’orso polare.

Gli orsi polari, oltre a dover affrontare il cambiamento che subisce il loro habitat, sono ancora vittime del mondo dello spettacolo. È del 2016 la notizia, apparsa fra gli altri sul sito All4Animals, di un orso polare sfruttato da un circo itinerante russo: nel web sono circolate foto e video dell’orso mentre viene costretto con una museruola a cantare e a ballare per il pubblico.

Una delle foto che hanno fatto il giro del web nel 2016: l’orso è immobilizzato con una museruola

Proprio da un’orsa reduce da un circo, Tosca, è nato Knut (5 dicembre 2006), il primo orso polare nato in cattività ad essere sopravvissuto all’infanzia nell’arco degli ultimi trent’anni. Knut è nato nello zoo di Berlino ed è stato amorevolmente cresciuto da uno dei guardiani dello zoo, Thomas Dörflein. Purtroppo però, non diversamente dalla madre che lo ha rifiutato, anche Knut è diventato un orso da spettacolo: abituato alla costante presenza di Dörflein e ad avere un vasto pubblico ogni giorno, il giovane Knut ha dimostrato di non riuscire a stare da solo ed è morto a poco più di tre anni per via di un’infezione cerebrale. L’aspettativa di vita di un orso polare nel proprio habitat naturale è di circa trent’anni.

Nel documentario “Knut & Friends” si seguono diverse storie in parallelo: quella di Knut, quella di una famiglia di orsi bianchi nell’Artico e la storia di due orsi bruni orfani che devono sopravvivere contando solo sulle proprie forze. Gli orsi bruni sono anch’essi fra le specie in pericolo. Il WWF dedica uno spazio a due famiglie di orso bruno in Italia: la famiglia appenninica e quella alpina. Una sottospecie dell’orso bruno è l’Ursus Arctos Horribilis, nome scientifico del Grizzly, la specie che è stata d’ispirazione per la creazione dell’orso Yogi di Hanna & Barbera.

Una famiglia di Grizzly

Nel 2006 il Grizzly è uscito dalla lista degli animali a rischio di estinzione, ma già all’epoca si temeva la reintroduzione del permesso di cacciare questo maestoso animale: il pericolo è ancora più concreto sotto l’amministrazione Trump.

Bracconaggio, distruzione dell’habitat, sfruttamento: l’orso è continuamente minacciato ma è possibile fare qualcosa per aiutarlo. Diversi parchi naturali creano un ambiente che assicuri la sopravvivenza dell’orso bruno, come il parco di Yellowstone che è riuscito, dal 1975, a raddoppiare il numero dei Grizzly. Ma se qualcosa si può fare per le specie animali che non hanno bisogno di vivere a temperature estremamente basse, resta la domanda su cosa sia possibile fare per la fauna dell’Artico e dell’Antartico, il cui habitat si sta sciogliendo sotto le loro zampe.

 

Foto:               Fonti:

Copertina        Il Tascabile

Foto 1             Don Gutoski e l’incontro fra le volpi

Foto 2             All4Animals

Wwf: l’orso bruno

Knut & Friends

Yellowstone e i Grizzly

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