Generare organi umani negli animali

“Niente di grande si fa senza chimere.”
Ernest Renan, Il futuro della scienza
Un gruppo di scienziati americani ha creato un embrione ibrido uomo-pecora. Un ulteriore passo verso la creazione di organi da trapianto all’interno di esseri umani.
Gli scienziati della University of California Davis allo scorso meeting della American Association for the Advancement of Science di Austin, in Texas, hanno annunciato il successo del loro ultimo esperimento sulla strada della creazione di organi per trapianti.
Il team del professor Hiro Nakauchi è riuscito a generare degli embrioni ibridi uomo-pecora con un rapporto di 1:10,000 cellule. Un miglioramento di 10 volte rispetto all’ibrido uomo-maiale creato dallo stesso team lo scorso anno. Un ulteriore passo verso la possibilità di effettuare xenotrapianti. Gli embrioni sono stati distrutti dopo 28 giorni, il limite massimo per cui era autorizzata l’esperimento; di questi 21 sono trascorsi nell’utero dell’animale.

Lo xenotrapianto

1- da sinistra, una chimera ratto-topo, un ratto e un topo

Così viene definito il trapianto di organi prelevati da una specie diversa da quella ricevente. Nel caso degli esseri umani, le specie più utilizzate come donatrici sono maiali e pecore, in quanto le dimensioni degli organi interni sono simili alle nostre.

In passato gli studi di xenotrapianto erano volti alla creazione di organi animali genetivamente modificati in modo da ridurre il rischio di rigetto. Ora, grazie all’evoluzione delle tecniche di manipolazione genetica, si è aperta la strada verso la creazione di un vero e proprio organo umano con DNA compatibile a quello del donatore.

La tecnica CRISPR/Cas9 permette di eliminare il gene responsabile dello sviluppo di un particolare organo all’interno dell’embrione, ad esempio è possibile cancellare il gene che codifica una proteina criciale nello sviluppo del pancreas. Negli embrioni geneticamente modificati vengono poi iniettate cellule staminali umane. Sebbene la percentuale di cellule umane sia bassa (si stima che basterebbe un rapporto 1:100 per produrre un organo), dovrebbe essere sufficiente perché durante lo sviluppo dell’embrione queste vadano a colmare il vuoto creato nel DNA dell’animale, creando l’organo mancante.

Il professor Nakauchi

Hiro Nakauchi è un pioniere nella tecnica dello xenotrapianto. Nel suo lavoro all’Università di Tokyo era già riuscito con successo a far crescere un pancreas di topo all’interno di un ratto, il cui successivo trapianto ha permesso di curare la malattia senza rigetto. Il naturale passo successivo era la sperimentazione su animali più grandi, che in Giappone era proibito. Quindi il trasferimento in California per collaborare con il professor Pablo Ross.
Il lavoro del dottor Nakauchi “ha dimostrato che si possono far crescere organi in specie diverse e curare una malattia senza che venga soppresso il sistema immunitario”  racconta il Professor Ross. “Ora stiamo lavorando insieme per spostare la tecnologia sugli esseri umani, per risolvere il problema della mancanza di organi per trapianti. Negli Stati Uniti ogni giorno muoiono venti persone perché non possono ricevere un trapianto.

Le implicazioni etiche

La creazione di queste chimere uomo-animale alza numerosi dubbi di carattere bioetico. Lo stesso professor Ross assicura di avere delle remore: “qualora i nostri risultati indicassero che le cellule umane vanno nel cervello dell’animale, allora smetteremo di portare avanti questi esperimenti“.

Fonti:                     Immagini:
FinancialTimes        copertina
TheGuardian           1-immagine

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