Red Velvet, Campari e altre cose rosse

La vita è piena di parassiti, Ispettore Steed,

Suffragette [2015]

Fra le cose che difficilmente si estingueranno, ci sono certamente i parassiti. La cocciniglia, nemico numero uno dei coltivatori di piante grasse, fa anche parte di molte cose dal colore rosso che  a molti piace mangiare e bere, ma ha rivoluzionato l’arte grazie al suo colore.

È conosciuta anche col nome E120, quello del suo colorante: è la cocciniglia. Principale nemico, insieme a umidità e muffa, di chi conosce e coltiva le piante grasse, ultimamente è diventata una piaga in Toscana. Questo piccolo parassita infatti ha ucciso moltissimi esemplari di pino marittimo della Macchia lucchese, aumentando le probabilità che possano scoppiare incendi e devastando quasi ottanta ettari di foresta.

Il pino marittimo è fortemente danneggiato dalla cocciniglia in Toscana

Come spiega Federico Pierucci, Assessore Ambiente di Viareggio a NoiTv, l’intenzione è di rigenerare la foresta, abbattendo le piante malate e sostituendole con nuove piante sane. Il progetto, che dovrebbe essere finanziato con due milioni di euro dalla Regione Toscana, potrebbe partire già a ottobre, ma ci vorranno anni prima che se ne possano vedere i risultati.

Combattere la cocciniglia non è sempre facile, ma a livello domestico si può fare uso di oli essenziali, olio di tè oppure olio bianco. Si può anche esporre la pianta direttamente alla luce del sole: per quanto le cocciniglie amino il caldo, l’esposizione diretta può essere loro dannosa. Una tattica più utile in contesti ampi è introdurre nell’ambiente insetti antagonisti, come le coccinelle.

La cocciniglia però è anche utile per ottenere il color rosso così raro da riprodurre nell’antichità. I primi conquistadores scoprirono proprio in Messico che le popolazioni locali sfruttavano questo piccolo insetto parassita, essiccandolo e schiacciandolo, un bellissimo e brillante rosso carminio.

Senza il cremisi di questo parassita, oggi forse non si avrebbe l’occasione di ammirare gli splendidi rossi nelle opere di Caravaggio e di Rubens, come racconta un articolo della Bbc a proposito di un’esposizione su questo tema a Città del Messico, nel museo di Belle Arti, conclusasi il 4 febbraio 2018.

Molti aperitivi con bitter come il Campari contenevano il colorante E120

Nel 1860, a Novara, nacque la “ricetta Campari”: fu creato il bitter a base di erbe, piante e cocciniglia, che gli dona il tipico color rubino. Il Campari però oggi non contiene più la cocciniglia, che è stata sostituita con il colorante E122, un colorante da laboratorio. La ragione di questo cambiamento non è solo da attribuirsi al fatto che il precedente colorante era fatto di insetti polverizzati, ma anche alle allergie che poteva facilmente provocare.

Ci sono ancora molti allevamenti di cocciniglie, creati coltivando fichi d’india e altre piante grasse per attirare il parassita, soprattutto in Spagna, ma oggi la tendenza generale è quella alla riduzione dello sfruttamento dell’E120, in favore dei presumibilmente meno dannosi E122 e E124, detto anche “cocciniglia artificiale”.

 

 

 

Fonti:                                                  Foto:

NoiTv                                                 Foto di Copertina

Eliminare cocciniglia                          Foto 1

Conquistadores & cocciniglia

BBC

Rojo Mexicano

E120, E122, E124

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