Neonicotinoidi: un periocolo per le api

“Se le api scomparissero dalla terra, per l’uomo non resterebbero che 4 anni di vita.”

erroneamente attribuita a Einstein

Dopo la definitiva prova della dannosità degli insetticiti neonocotinoidi per gli insetti impollinatori, gli Stati dell’Unione Europea sono chiamati ora al voto per il loro bando permanente.

Il 28 febbraio scorso l’agenzia per la sicurezza alimentare europea (EFSA – European Food Safety Authority) ha pubblicato un nuovo studio che conferma la pericolosità dei pesticidi neonicoticotinoidi per le api mellifere e selvatiche. Già nel 2013 l’agenzia aveva pubblicato uno studio sulla pericolosità di questi pesticidi, che attualmente i sono usati nell’Unione Europea, ma con delle restrizioni. Ora, grazie a uno studio più approfondito e alla maggiore disponibilità di dati, è inoltre dimostrato che le restrizioni attualmente in vigore non sono sufficienti per arginare il problema.

I neonicotinoidi

I neonicotinoidi sono una nuova classe di insetticidi a base di nicotina, in grado di danneggiare mortalmente il sistema nervoso degli insetti. Sono molto versatili: dalla concia delle sementi, ai trattamenti di molte piante fruttifere, fino all’uso domestico per la piante ornamentali. La loro larga diffusione è stata favorita dal fatto che rappresentano un rischio moderato per gli uomini e gli altri mammiferi.
Questi pesticidi hanno la capacità di sciogliersi nell’acqua, dalla quale vengono poi assorbiti nelle piante come nutrimento. Sono dotati di una buona attività sistemica all’interno delle piante, in quanto una volta assorbiti vengono veicolati in ogni tessuto della pianta, comprese le parti sviluppate dopo il trattamento. Il risultato è che ogni parte della pianta diventa produttrice di queste tossine letali per i parassiti.

Come agiscono sugli insetti

Gli insetti che vengono a contatto con questo pesticida subiscono dei danni permanenti al sistema nervoso. I neonicotinoidi hanno una struttura simile a quella del neurotrasmettitore acetilcolina, responsabile della trasmissione di impulsi nervosi nell’organismo, e riescono a sostituirvisi. Dopo l’assorbimento gli insetti subiscono quindi un’alterazione del sistema nervoso che li porta a compiere movimenti scoordinati, avere tremori, paralisi, e infine alla morte.

Un rischio per l’ecosistema

Anche l’organizzazione Greenpeace si è mossa per chiedere un bando completo e permanente, ricordando che il rischio non è ristretto al solo mondo degli insetti, ma anche a tutte le piante da essi impollinate. I danni sull’agricolutra nel lungo periodo sono consistenti. Da uno studio del 2007, almeno un terzo delle culture alimentari sono impollinate dagli insetti. “Se il declino degli impollinatori selvatici continua, corriamo il rischio di perdere una parte consistente della flora mondiale.” Da uno studio del professor Ollerton dell’università di Northampton (UK), 2011.
Gli Stati Europei dovranno a breve esprimere un voto sulla proposta della Commissione europea di vietare in maniera permanente (a eccezione dell’uso in serra) l’uso dei tre nicotinoidi più dannosi: clothianidin, imidacloprid e thiamethoxan.

Fonti:              Immagini:
EFSA                copertina
EU
Treccani
rfb

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