La famiglia di Dumbo

Ne ho vedute tante da raccontar,

giammai gli elefanti volar!,

Dumbo, l’Elefante Volante

Con il famoso cartone animato Disney, i bambini hanno imparato ad amare gli elefanti. Questo genere di rappresentazione ha creato nell’immaginario collettivo lo stereotipo di un animale a volte un po’ goffo e di buon cuore, ma com’è oggi la vita degli elefanti?

Sul pianeta al momento esistono due specie di elefanti: l’elefante africano e l’elefante indiano. La specie africana è la più imponente e ha le zanne più sviluppate, mentre quella indiana è leggermente più piccola (non supera le cinque tonnellate di peso) e nelle femmine a volte non sono neanche presenti le zanne.

La loro vita è molto pacifica: sono animali gregari, che si spostano per grandi distanze lungo i corsi d’acqua. A capo del branco c’è sempre una femmina anziana e i cuccioli, che nascono dopo una gestazione di circa ventidue mesi, vengono cresciuti da tutte le femmine del branco. Gli elefanti, nonostante l’apparenza goffa, sono molto agili, amano l’acqua e sono anche degli ottimi nuotatori: spesso quando devono guadare dei laghi o dei fiumi si immergono quasi completamente lasciando fuori la punta della proboscide e sulla proboscide trasportano i cuccioli che sono ancora

Le femmine del gruppo crescono insieme i cuccioli e il capo della comunità è una elefantessa anziana

troppo piccoli per nuotare.

Il cibo è la loro preoccupazione principale, la ragione degli ampi spostamenti, infatti per sostentare un corpo grande come il loro devono raccogliere fino a centocinquanta chili di cibo al giorno fra erbe, semi, frutta e verdura.

In natura non hanno predatori, l’unico pericolo sono le tigri, ma solo per i cuccioli, e l’uomo. Nel sud-est asiatico, come avveniva fra gli antichi cartaginesi, gli elefanti vengono addomesticati e sfruttati come animali da soma. L’addomesticamento di un elefante richiede circa due anni di tempo e viene svolto da un cornak, una persona che cura con delicatezza e attenzione l’animale durante il periodo di addestramento. Anche in cattività, l’elefante ha un’aspettativa di vita attorno agli ottant’anni, ma secondo un’antica leggenda gli elefanti che vivono nel loro stato selvatico sono immortali.

Gli elefanti indiani vengono addestrati dai cornak

In Africa, la presenza di una specie dotata di zanne sviluppate ha fatto crescere la domanda d’avorio e, di conseguenza, il bracconaggio. Questa attività spesso viene svolta da popolazioni locali, che conoscono bene le foreste in cui vivono gli elefanti e gli altri animali messi in pericolo dal bracconaggio. Popolazioni come i Baka in Africa centrale vengono pagate e sfruttate dalla criminalità organizzata: essi prima vivevano in armonia con la natura, ma con la colonizzazione nel XIX secolo hanno cominciato a diventare bracconieri. Tutto ciò è molto chiaramente documentato dal fotografo James Morgan in un reportage svolto per il Wwf.

La richiesta di avorio maggiore proviene dalla Cina, nonostante le normative del 1990 che hanno reso lo smercio di avorio illegale, tranne che per i pezzi antecedenti al 1976. Secondo alcune vecchie credenze, infatti, l’avorio non è solo simbolo di ricchezza ma, insieme ad altri materiali come le zanne di rinoceronte, ha dei poteri taumaturgici. Anche per questa ragione, nonostante sia diventato più difficile ora smerciare l’avorio, vengono ancora uccisi circa novantasei elefanti ogni giorno e la loro sopravvivenza è sul filo di un rasoio.

Fonti:                            Foto:

Dumbo                        Foto di Copertina

Gli elefanti                   Foto 1

Bracconaggio               Foto 2

James Morgan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *