Libertà attiva: interrogare i dettami del “benessere”

“È così che muore la libertà, sotto scroscianti applausi.”, Star Wars- la vendetta dei Sith

Il sociologo Ralf Dahrendorf nel libro “Libertà attiva” si chiede quali siano le costanti ravvisabili nel dinamismo del mondo contemporaneo e quali siano i modi per agire al riguardo; praticando una “libertà attiva”, ben diversa da una libertà di tipo passivo. 

Il sociologo introduce i temi del libro citando le parole pronunciate dallo statista Harold MacMillan, durante il suo discorso tenuto nello stadio di Bedford, nel 1957, appena nominato premier: «Siamo onesti: la maggior parte di noi non è mai stata così bene. Prendete le campagne, le grandi città, i piccoli villaggi, e vi troverete un benessere mai esistito da quando io mi ricordo, anzi in tutta la storia di questo paese». E accordato il fatto che l’acclamazione del benessere rimane attuale ai nostri giorni, introduce un’obiezione incarnata da tre “però”:

-però: la felicità? l’indice dello sviluppo umano (Human Develpment Index , HID) che misura il reddito, il livello culturale e l’aspettativa di vita delle persone, è salito, a partire dal 1950, del 50 % e oltre, in quasi tutti i paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Accantonando le obiezioni interne alla schiera degli economisti (come il “però” avanzato da MacMillan sotto il nome di inflazione), Dahrendorf si chiede: sono forse questi indici in grado di misurare un valore quale la felicità individuale? E pur ammettendo di esser di fronte ad un concetto ineffabile per sua stessa natura, individua una possibile risoluzione nel concetto di “chances di vita” : che sono in primo luogo diritti positivi come quello elettorale e in secondo luogo opportunità che garantiscono la piena e consapevole fruizione di quelli, come ad esempio un reddito minimo istituzionalizzato e garantito a tutti.

-il secondo però individuato dal sociologo è: per sempre? Il benessere e la democrazia non sono processi che si svolgono automaticamente, la distruzione dell’ambiente e il pericolo nucleare sono segnali di un progresso discontinuo, del fatto che la storia sia aperta in più d’una direzione ; libertà anche in questo caso significa attività, preservazione del progresso nella sua cura, e attenzione rispetto alle aberrazioni di una storia non lineare.

-però: per tutti? anche se sono note le difficoltà connesse al passaggio dalle limitate chances della povertà alle possibilità delle società liberali del benessere, la loro conoscenza non è ancora stata acquisita ovunque dall’azione politica. Lo storico dell’economia David Landes, dice il sociologo, ben formula i presupposti istituzionali delle società della crescita e dello sviluppo: diritto di proprietà, libertà personale, fiducia nei rapporti contrattuali, governi stabili e non corrotti, elementi a cui va aggiunta la consapevolezza dei pericoli che il processo dello sviluppo porta con sé e che il regno della politica e dell’economia spesso obliano, dimentichi del fatto che non esista un passaggio diretto da una fallita economia pianificata a un’economia di mercato subitaneamente funzionante.

Incarnata nei però di Ralf Dahrendorf è una chiamata alla responsabilità, responsabilità di fronte alla libertà che non è mai un soffice cuscino sul quale ci si possa adagiare ma una perpetua sfida all’attività: la libertà non esiste in sé e di per sé, dice lo studioso, e a questo proposito, aggiunge, anche due grandi liberali quali Karl Popper e Friedrich Von Hayek si sono mostrati troppo moderati: libertà è libertà attiva, conseguita sia grazie a norme che danno alla libertà forma istituzionale, sia grazie ad un’azione politica in grado non solo di valutare con raziocinio i movimenti e le oscillazioni della propria azione, ma anche di individuare i diritti e le opportunità da accordare ai cittadini per far sì che questi possano esplicare con coscienza i propri diritti e doveri positivi all’interno della società; ed infine libertà attiva è libertà cosciente di tutto ciò, della propria natura di attività, e può trovar voce nei più piccoli agoni quotidiani che ogni singolo conduce.

Valentina Nicole Savino

Fonti articolo:                                                                       Fonti immagini:

Libertà Attiva, Ralf Dahrendorf, Editori Laterza                   Pinterest.com

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