L’ultimo rinoceronte bianco settentrionale

“Si ritiene che, dal momento in cui ebbe inizio la vita su questo pianeta, vi siano state cinquanta miliardi di specie. Ciò significa che oggi ne resta solo una su mille. Quindi il 99,9% delle specie che popolavano la Terra è estinto.”
Michael Crichton

L’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale è morto lo scorso mese. Eppure, tra tutte le diverse specie di rinoceronte, quella del rinoceronte bianco è l’unica a non essere a rischio di estinzione. Per non perdere la varietà genetica della sottospecie si farà ricorso alla fecondazione artificiale.

Il rinoceronte bianco

La famiglia dei Rinocerontidi è comparsa circa 50 milioni di anni fa e si è molto sviluppata, dando origine a diversi gruppi che abitavano gli ambienti più disparati: dalle zone calde (dove sopravvivono tuttora) ai climi più freddi, dove vivevano i rinoceronti lanosi. Al giorno d’oggi ne sopravvivono cinque specie, tra cui il rinoceronte bianco.

Esistono due sottospecie di rinoceronte bianco:

  • quella settentrionale, un tempo diffusa nell’area dell’Africa centro-orientale sub-Sahariana, di cui al momento sopravvivono due esemplari femmina;
  • quella meridionale, diffusa nella parte sud dell’Africa, che costituisce la più numerosa sottospecie di Rinocerontide al mondo.

Le due sottospecie sono geneticamente distinte, non è quindi possibile che si riproducano tra loro.

La sopravvivenza dei grandi mammiferi è sempre più difficoltosa, e non è la prima volta che una specie sparisce prima che gli scienziati siano riusciti a comprendere la sua importanza nell’ecosistema.

Il valore di un corno

1- due rinoceronti con il corno tagliato

Con la sua poderosa stazza, il rinoceronte è il secondo animale terrestre più grande, dopo l’elefante e assieme all’ippopotamo. Con queste dimensioni, non ha dei veri e propri nemici naturali. I rinoceronti sono noti come animali pericolosi e aggressivi semplicemente perché, avendo una pessima vista, sono portati a fare cariche contro qualsiasi cosa con un odore non familiare entri nel loro ambiente. In realtà il corno è usato principalmente per l’alimentazione: funge da pala per scavare radici e trovare acqua sotto il terreno.

La minaccia principale per il rinoceronte è l’uomo: il commercio dei corni è il motivo principale della scomparsa di questi animali. Gli usi sono i più svariati e diffusi in diverse culture: dalla medicina tradizionale cinese, che usa il corno di rinoceronte polverizzato per guarire febbre, epilessia, malaria, avvelenamenti e ascessi, allo Yemen, dove il corno è usato come manico della Jamibiya, il tradizionale pugnale ricurvo. Essendo un materiale molto pregiato, il suo prezzo sul mercato nero è molto elevato, un forte incentivo per il bracconaggio.

In realtà il corno è fatto di cheratina, lo stesso materiale di unghie e capelli. Il suo reale valore come medicina equivale dunque a quello di mangiarsi le unghie.

Dalla scienza una speranza per la sopravvivenza della sottospecie

Prima della morte dell’ultimo esemplare maschio, gli scienziati hanno raccolto del materiale genetico che potrà in futuro essere usato per cercare di garantire diversità genetica alla sottospecie.

Al momento, le due femmine di rinoceronte bianco settentrionale ancora vive sono figlia e nipote dell’esemplare appena morto. L’unica speranza per conservare la sottospecie consiste nell’utilizzo della fecondazione in vitro, prelevando ovuli dalle due femmine e usando lo sperma immagazzinato in passato da altri maschi, e impiantando l’embrione in un rinoceronte bianco meridionale che funga da surrogato.

 

Fonti:                  Immagini:
nhm                     copertina
wwf                     1-immagine
rhinoinfo

 

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