Sakura: la fragile bellezza della primavera giapponese

“Se solo potessimo cadere,

come i fiori di ciliegio in primavera,

così puri, così luminosi…”

(Haiku giapponese)

Molti hanno visto, almeno una volta nella vita, un’illustrazione, un quadro, la scena di un anime o di un film, in cui una leggera brezza primaverile smuove con delicatezza i rami di un albero di ciliegio, quello che i giapponesi chiamano Sakura, trasportando nell’aria il profumo e i petali rosa quasi candidi. Recentemente però gli amati Sakura sono messi in pericolo da un insetto originario della Cina e della Corea, il coleottero cerambicide.

È recente la notizia che un particolare tipo di insetto, il coleottero cerambicide, stia mettendo in pericolo molti alberi di ciliegio in Giappone. Questo cerambicide, che apparentemente proviene dalla Cina e dalla penisola Coreana, si nutre, come molti altri coleotteri, in particolare allo stato larvale, del legno vivo.

Esistono molte specie di coleotteri di tipo xilofago

Si tratta infatti di una larva xilofaga, dal greco xylon (legno), che si fa strada nei tronchi degli alberi attraverso le parti che stanno marcendo.

Gli alberi di ciliegio, nella loro funzione estetica e culturale più che economica, fanno parte anche della cultura occidentale. Ce lo ricorda l’ultima opera teatrale di Cechov, Il Giardino dei Ciliegi, in cui è sottolineato il valore di memoria del giardino, più che la rendita economica che da esso arriva. Allo stesso modo, per la cultura giapponese, così legata al concetto di bellezza, gli alberi di ciliegio sono simbolo di perfezione, dolcezza, vita.

L’albero Sakura ha influenzato la cultura giapponese come forse nessun’altra pianta in altre culture. Perfino i tulipani in Olanda non sono così fortemente sentiti come rappresentativi, anche se tutti ricordano l’aneddoto di Audrey Hepburn che sopravvisse in tempo di guerra mangiano semi di tulipani. Sul ciliegio in Giappone sono state composte numerose canzoni, come la popolare “Sakura Sakura”, risalente al periodo Edo e divenuta molto popolare successivamente, nell’epoca Meiji. La fioritura del ciliegio è considerata un segno di buon auspicio per i ragazzi che iniziano l’anno accademico e i giovani che si avviano al mondo del lavoro.

Non solo buona fortuna, ma anche contemplazione dell’eterno ciclo della natura, nella sua fragilità e nel suo continuo ripetersi, incurante delle vicende umane: osservare la fioritura in primavera in giapponese è reso con la parola hanami, che vuol dire letteralmente “guardare i fiori”.

“Hanami”: osservare i fiori

L’arrivo del coleottero cerambicide quindi non rappresenta solo la minaccia di un insetto che giunge da lontano, ma un elemento di turbamento che rischia, con la distruzione di alberi così simbolici, di minare tutto un aspetto della cultura di un popolo. Come insegna la storia biblica dell’arca di Noè, tutti gli animali sono importanti per l’ecosistema, anche quelli considerati più insidiosi. Tutti gli animali meritano di vivere, quindi come conciliare la necessità di salvaguardare un aspetto naturalistico-culturale fondamentale per il Giappone, senza creare danni collaterali?

 

Foto:                      Fonti:

Copertina               Internazionale n°1249 [pg. 104]

Foto 1

Foto 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *