Giocare a nascondino a vent’anni

E ti accorgi in un istante che saranno tempi duri e c’è solo una risposta a volte siamo un po’ immaturi
Alex Britti

Non è vero che si può giocare a nascondino solo da bambini, anzi più aumentano gli anni più certi giochi assumono connotati diversi.

La tendenza ad affiliare un determinato target di età ad un comportamento è una costante dell’esistenza umana. Le espressioni “vecchio saggio”, “giovane incosciente” sono di uso comune e si è straniti quando si è in presenza di un anziano con comportamenti poco consoni, tipici di chi è in età giovanile, o quando si deve dialogare con un giovane saggio. L’espressione in questione sembra quasi un ossimoro, tanta è la sua distanza dal modo di pensare generale.

Nella mentalità comune i giochi vanno indubbiamente a braccetto con l’età infantile. Ma non sempre è così. Il riferimento non è ai giochi per console che recano l’indicazione dell’età adatta, ma a quei giochi che si fanno da bambini e che, procedendo con l’età, rischiano di sparire nella memoria. Nascondino, Un due tre stella sono solo alcuni dei giochi che si praticano da bambini e che in età adolescenziale cominciano ad essere considerati fuori target. Nulla di più sbagliato perché non esiste un’età in cui un gioco di questo tipo sia adatto o no. Anzi più si va avanti con l’età più si inizia ad escogitare nuovi trucchi per rendere i giochi più interessanti e divertenti.

Ovviamente non tutti riescono a vedere di buon occhio chi, raggiunta la maturità, riesce a divertirsi con giochi considerati non adatti per un certo tipo di target. C’è chi considera immaturo giocare a nascondino a vent’anni perché non è ciò che un ventenne dovrebbe fare secondo i canoni sociali. Credono che nell’età degli “enti” si debba andare in discoteca, non passare le serate a nascondersi in posti completamente improbabili. È invece importante riuscire a divertirsi anche con poco, tornando bambini.

Si riesce ad evadere dai vincoli sociali giocando come bambini, pur non essendolo; si limano le differenze di età e non ha più importanza che qualcuno abbia sei, venti o cinquant’anni, quando si gioca tutti tornano bambini.

 

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