I giovani ribelli salveranno il mondo: storie di ragazzi che lottano per i propri diritti

La più grande tragedia avrà inizio quando i giovani non vorranno più cambiare il mondo”
Vasile Ghica

 

Sono giovanissimi: alcuni di loro non erano ancora nati nel 2000. Eppure non si lasciano spaventare da nulla: per i loro ideali sono prontissimi ad esporsi pubblicamente e a superare ogni difficoltà. Sono agguerriti, arrabbiati, determinati e sono stanchi di subire. Sono la nuova generazione di attivisti per i diritti umani.

Gli occhi di quasi un milione di persone puntati su di lei. Lacrime. E un’intera nazione, riunita a Washington sotto un palco viene guidata da una ragazza di 17 anni a osservare cinque minuti di completo silenzio. L’intervento della teenager é durato esattamente 6 minuti e 32 secondi: sono bastati per compiere una strage e forse basteranno anche a risvegliare le coscienze di un Paese. É la March for Our Lives dello scorso 24 marzo e la ragazza sul palco é la giovane attivista di Never Again MSD Emma Gonzalez.

A poco più di un mese dal terribile massacro di Parkland in Florida, Time ha già deciso di dedicare la sua copertina ai sopravvissuti del Marjory Stoneman Douglas High School. Questo grazie alla protesta di alcuni studenti, minorenni, che hanno deciso di trasformare la paura e il dolore del trauma nella rabbia e nella determinazione del cambiamento.

Scorrendo il numero delle sparatorie avvenute tra la fine del 1980 e il 2018 nei licei statunitensi si rimane impressionati: la pagina che Wikipedia ha dedicato a quella che sembra la peggiore delle tradizioni americane è interminabile. Considerando soltanto quelle avvenute fino a marzo, se ne possono contare già 12 nel 2018. Ma le scuole sono solo una piccola parte dei massacri: il Gun Violence Archive riferisce che nessun’altra nazione industrializzata si avvicina alle statistiche di violenze da arma da fuoco degli Stati Uniti, i cui cittadini possiedono quasi 265 milioni di armi, più di una per ogni adulto. Secondo l’archivio, avviene una sparatoria in media 9 giorni su 10.

Membri di Never Again MSD

Il problema della vendita e del possesso di armi senza controllo negli Stati Uniti é un elefante nella stanza: già nel 2002 con il documentario “Bowling for Columbine” il regista Michael Moore lo aveva portato all’attenzione mondiale. Nonostante il passare del tempo, le stesse dinamiche tornano però a ripetersi: il 14 febbraio 2018 un ex-studente del liceo Marjory Stoneman Douglas di Parkland, espulso pochi giorni prima per problemi di comportamento e noto per alcuni disordini mentali, si é introdotto nella scuola imbracciando un fucile semiautomatico e ha aperto il fuoco su ragazzi e insegnanti, uccidendone 17 e ferendone altrettanti nel giro di sei minuti. Come era accaduto fino a quel momento, lo sdegno temporaneo e le dichiarazioni inascoltate di pochi attivisti avrebbero potuto spegnere i riflettori sulla questione nel giro di qualche settimana.

Invece un gruppo di ragazzi sopravvissuti, tra cui Emma Gonzalez, David Hogg e Cameron Casky, ha prontamente attaccato quelli che sente come responsabili della strage: la National Rifle Association, un’organizzazione non profit statunitense che tutela i diritti dei possessori di armi ed il presidente Trump, che all’indomani del massacro ha attribuito l’accaduto al disagio mentale dell’omicida, senza mai menzionare il “gun problem” americano. Questi, secondo i ragazzi, chiudono gli occhi sulla necessità di controllare la circolazione delle armi da fuoco nel Paese per proteggere gli interessi di un business miliardario.

Accusati di essere attori pagati dalle lobby contrarie alle armi, insultati e molestati online e dal vivo dai sostenitori delle armi libere e dell’estrema destra, i ragazzi non si sono mai arresi, dando vita al primo grande movimento studentesco per il “gun control” degli Stati Uniti, attraverso l’organizzazione non profit Never Again MSD. Grazie al coraggio dei giovani attivisti, l’organizzazione ha subito guadagnato un’esposizione mediatica globale e raggiunto importantissimi traguardi come l’approvazione di una norma che alza l’età legale per possedere un’arma in Florida da 18 a 21 anni. Il NRA é già impegnato in un ricorso.

Molto importanti anche la campagna social #NeverAgain e le due manifestazioni nazionali promosse dall’associazione: durante la data del National Walkout migliaia di ragazzi americani si sono rifiutati di andare a scuola, protestando contro il rischio di morire tra i banchi mentre la March for Our Lives ha portato studenti e cittadini di ogni Stato sotto la Casa Bianca per chiedere maggiore regolamentazione nel possesso di armi nel Paese.

Ahed Tamimi

Altrettanto iconica la vicenda della sedicenne palestinese Ahed Tamimi, che ha osato schiaffeggiare il soldato israeliano che aveva rifiutato di allontanarsi dal suo terreno. La reazione della giovane arriverebbe dopo il grave ferimento del cugino quindicenne Muhammad, colpito al viso dal proiettile di gomma di un altro soldato. In poco tempo il video dello schiaffo e la foto della biondissima Ahed che sorride durante l’arresto hanno reso la ragazza il nuovo simbolo internazionale della resistenza palestinese, riportando all’attenzione mondiale un conflitto mai cessato di cui la stampa internazionale non sembra interessarsi molto. La ragazza ha inoltre raccontato di aver subito numerosi maltrattamenti, come molestie sessuali e minacce, durante il proprio interrogatorio.

Non mancano però ombre nella storia della giovane palestinese: i giornalisti del Post hanno notato che il villaggio di Ahed, Nabi Saleh, ha reso virali nel corso degli anni numerosi video dei propri bambini, che, probabilmente istruiti dai genitori, provocano soldati israeliani e fanno dichiarazioni a favore dello Stato palestinese. La stessa Ahed bambina é protagonista di diversi video della ricostruzione. Tamimi ha dunque deciso spontaneamente di diventare un’attivista per la libertà dei Palestinesi?

La giovane ha patteggiato con il tribunale militare israeliano una pena di otto mesi, ammettendo di essere colpevole di quattro capi di accusa di aggressione e istigazione alla violenza. La ragazza, avendo già scontato parte della pena in attesa della sentenza sarà libera durante l’estate. Il suo avvocato ha dichiarato che il patteggiamento è stato necessario perché nei tribunali israeliani vi sarebbe sempre la certezza di una condanna per gli imputati palestinesi, anche se minorenni.

 

Fonti: .                            Credits immagini:

Strage di Parkland.       Copertina

Copertina Time .           Immagine 1

Never Again MSD         Immagine 2

Ahed Tamini

The National Walkout

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Ahed molestie e cugino

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