Formiche pigre

“Per quale motivo durante l’estate non raccoglievi anche tu il cibo?”
La formica e la cicala – Esopo

Smentita la favola di Esopo e il senso comune sull’operosità delle formiche: uno studio ha rivelato che fino al 40% delle componenti del formicaio è nullafacente.

I ruoli nel formicaio

Gli entomologi dell’Università dell’Arizona di Tucson nel 2015 hanno studiato per tre settimane cinque colonie di colonie di formiche della specie Temnothorax rugatulus, determinando la divisione dei ruoli tra le diverse componenti di ciascuna colonia.

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La divisione di ruoli tra le diverse formiche è considerata la base del loro successo ecologico. Per riuscire a mantenere una struttura complessa come quella di un formicaio, è necessaria una specializzazione. I ruoli identificati dagli studiosi sono:
  • formiche foraggere, che si occupano di trovare cibo e costruire il nido
  • formiche infermiere, che si dedicano all’allevamento e cura degli altri esemplari
  • formiche camminatrici, che vagano per il nido e si dedicano alla cura di sé
  • formiche inattive

Lo studio mostra che le formiche si possono distinguere in queste quattro classi, in base alle attività alla quale dedicano più tempo. E quello che più potrebbe stupire è che la percentuale di formiche pigre, ovvero specializzate nell’inattività, può arrivare fino al 40% dell’intera colonia.

L’utilità della pigrizia

Il nuovo studio, pubblicato a settembre dello scorso anno, dal team degli entomologi dell’Università dell’Arizona di Tucson e dell’università di Oxford rivela l’utilità delle formiche inattive all’interno del formicaio. Dopo aver osservato con attenzione alcune colonie di Temnothorax rugatulus, e aver identificato i ruoli delle diverse formiche, gli scienziati hanno provato a rimuovere circa il 20% degli individui delle tre categorie “attive”. Nel giro di una settimana gli inattivi si sono ridotti e hanno preso il posto dei compagni mancanti.
Provando a ripetere l’esperimento, ma rimuovendo individui inattivi, una settimana dopo non c’è stata variazione nel ruolo delle formiche rimanenti.

Questo avvallerebbe la teoria secondo la quale nelle società di insetti la teoria dell’ottimizzazione non viene applicata in modo standard. Sebbene l’impiego della totale forza lavoro aumenterebbe la produttività di breve periodo, la presenza di lavoratori inattivi è necessaria per mantenere la sostenibilità di lungo periodo all’interno della colonia: la spiegazione sarebbe che questi individui possono subentrare in sostituzione degli individui stanchi in periodi sfavorevoli.

Fonti:                                    Immagini:
Charbonneau(2015)            copertina
Hasegawa(2016)                  1-immagine
Charbonneau(2017)
UANews

 

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