Biodiversità: un bene prezioso per la sopravvivenza di tutti

“Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso”

José Ortega y Gasset

La biodiversità è la varietà di specie, animali e piante che popolano la Terra.  Ciascuna creatura svolge un lavoro indispensabile per la sopravvivenza di tutti le altre.

Due sono i principali approcci umani alla diversità: se, da un lato, c’è chi la vive come una risorsa, una possibilità di arricchirsi attingendo conoscenze da fonti inedite, dall’altro vi sono tutti coloro che la guardano sottecchi, con sospetto, ritenendo “il diverso” qualcosa di pericoloso, da cui proteggersi o quantomeno da tenere sotto controllo. Volgendo lo sguardo al passato è facile identificare e distinguere questi differenti sguardi sul reale, ed oggi più che mai il divario tra i due atteggiamenti sembra dilatarsi a dismisura nei dibattiti su temi quali l’immigrazione, la tutela delle minoranze, i diritti della comunità LGBT.

In natura, invece, cosa succede? Come reagisce l’ambiente di fronte alla molteplicità e all’eterogeneità delle sue componenti? La “diversità” in natura prende il nome di biodiversità, termine che in ecologia sta ad indicare la varietà di organismi viventi, nelle loro diverse forme, nei rispettivi ecosistemi, nella loro molteplicità genetica e di specie. Un’infinita pluralità di microrganismi, insetti, animali e piante abita il Pianeta Terra, e ciascuno, vivendo, dà in maniera inconsapevole un inestimabile contributo alla sopravvivenza dell’intero ecosistema, una macchina perfetta, nella sua incredibile complessità, di cui l’uomo inevitabilmente fa parte.

La barriera corallina, un habitat che raccoglie infinite specie di pesci, alche e piante marine

È tutta una questione di equilibrio, un dinamico e delicatissimo equilibrio: la catena alimentare lega a sé piante, insetti, animali erbivori, carnivori (le specie di organismi viventi descritte ad oggi dalla scienza sono in totale circa 1,75 milioni, mentre il valore di quelle realmente presenti oscilla da 3,63 a più di 111 milioni). Se “salta” un elemento di questa catena (con la scomparsa di una specie o con l’introduzione di qualche animale o pianta “alieno”, quindi non autoctono), l’intero meccanismo potrebbe andare in crisi e collassare. Può sembrare incredibile, ma ogni creatura, a partire dalla più piccola, svolge una funzione importante, per non dire essenziale: determinate piante e batteri mantengono l’ambiente pulito grazie alla loro capacità di degradare i rifiuti e a riciclarne i nutrienti; i lombrichi nutrono il terreno, rendendolo fertile e spugnoso, agevolando il processo di decomposizione della sostanza organica scavando gallerie che consentono all’aria e all’acqua di scendere in profondità e, assieme ai funghi, svolgono un ruolo determinante nei cicli di decomposizione del suolo. Com’è noto, le api e tutti gli insetti impollinatori permettono la riproduzione delle piante, così come diverse specie di uccelli e mammiferi contribuiscono nel disseminare frutti selvatici. I grandi predatori (leoni, tigri, leopardi, lupi, orsi, balene, solo per citarne alcuni) mantengono bilanciata la catena alimentare e sane le popolazioni predate.

La foresta pluviale uno degli habitat che ancora oggi aiutano a preservare moltissime specie di piane e animali in via di estinzione

L’uomo, in cima a questa piramide alimentare, beneficia di alcuni “servizi”, dei vantaggi, fondamentalmente, che spesso sono dati per scontati ed il cui effettivo valore è sottovalutato: servizi di fornitura (cibo, acqua, foraggio, legno e fibre), servizi di regolazione (stabilizzazione del clima, assesto idrogeologico, barriera alla diffusione di patogeni e parassiti, riciclo dei rifiuti, qualità dell’acqua), servizi culturali (valori estetici, ricreativi e spirituali), servizi di supporto (formazione di suolo, fotosintesi, riciclo dei nutrienti).

Non solo la diversità è naturalmente presente in ogni frammento del mondo, ma ne è anche elemento primario, essenziale, indispensabile per l’esistenza di tutti gli essere viventi che questo mondo lo abitano. L’uomo ha ancora tanto, tanto da imparare dalla natura.  

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