Sorpresa: per i Millennials la diversità è trendy!

Arriverà un giorno in cui ogni diversità non sarà tollerata, ma celebrata.
Quel giorno sarai orgoglioso di essere stato nel giusto.”
Rinaldo Sidoli

Le ricerche dimostrano che la generazione dei millennials è sempre più attenta al tema della diversità, e che il modo in cui essa viene trattata e rappresentata in televisione, nella pubblicità e nei telefilm, influenza sia i loro acquisti sia ciò che scelgono di guardare.

Il mondo globalizzato dei primi due decenni del Duemila porta tutte le generazioni sempre più a contatto con il fiorire di una  molteplicità di realtà diverse, che investono tutti i campi dell’identità (etnica, personale), delle caratteristiche e delle abilità degli individui. Un’esplosione di novità che può essere accolta in molti modi: con diffidenza, quando non timore, o invece con entusiasmo, oppure con naturalezza.

Una vasta gamma di diversità constatabile quotidianamente, che tuttavia la pubblicità e il marketing sono talvolta più lenti a registrare, o che invece viene da essi mostrata per rendersi maggiormente riconoscibile agli occhi del pubblico o del consumatore. Ma come viene recepito l’atteggiamento della pubblicità, rispetto alle diversità, dai suoi fruitori?

Stando al Report Nielsen Women & Diversity, che censisce le opinioni sulle pubblicità rispetto ai temi di inclusività e diversità, con estrema attenzione e interesse e – dato che potrebbe sorprendere qualcuno – questo accade in Italia più che in Europa! Se infatti la percentuale europea di persone che vogliono spot più inclusivi si attesta al 32%, raggiunge il 38% nel Belpaese.

Analizzando i dati, particolarmente significativo risulta il pensiero dei millennials. Il 43% per cento di loro infatti desidererebbe vedere rappresentata meglio la varietà delle famiglie e degli orientamenti sessuali, ma non solo.
Il 41% dei Millenials vorrebbe veder rappresentata una più vasta gamma di diversità anche sul piano dei canoni estetici, mentre risultano meno attenti alla rappresentazione della vecchiaia e della disabilità

Un’attenzione, quella alla diversità, che sembra non essere solo sulla carta. Il 68% degli intervistati dichiara di essere direttamente influenzato dalla consapevolezza che l’azienda da cui acquista sostenga cause sociali, e l’attenzione alla diversità influenza gli acquisti per la metà degli intervistati.

L’attenzione dei millennials, però, non si rivolge solo alle pubblicità. Riguarda invece tutto quello che la TV offre loro, comprese serie TV fino a poco tempo fa ritenute inclusive. Stando ad alcune testate conservatrici, infatti, nel regno Unito si starebbe sviluppando una polemica intorno alla celebre sitcom “Friends”. Nel plot appaiono coppie lesbiche, persone transgender, ma Caroline O’Donogue sul sito The Pool rileva un “profondo panico gay che attraversa tutta la serie”.

Non solo, prosegue: fino a un certo punto, ovvero, nella “nona stagione, lo spettacolo non ha praticamente mai avuto una trama per chiunque non fosse bianco. E anche allora, era così moralistico che la sua intera storia sembrava più ‘Ehi! Credo che anche i neri siano ok!’”. E infine, l’intero arco delle stagioni è pervaso dall’odio verso Fat Monica, una ragazza cicciottella: un atteggiamento che O’Donogue sintetizza come fat-fobia.

Benché alcuni ambienti conservatori interpretino tutto questo come un’esasperazione di politicamente corretto, anche questo tipo di rilievi possono essere interpretati come sintomi di una sempre più acuta attenzione, da parte dei millennials, a tutte le declinazioni della diversità, che li conduce a un diffuso bisogno collettivo di inclusività.

 

Fonti:                                            Immagini:

PubblicitaItalia                               Copertina

Report Nielsen                               Foto 1

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