Si può usare la plastica come moneta di scambio?

“La spazzatura è una grande risorsa nel posto sbagliato a cui manca l’immaginazione di qualcuno perché venga riciclata a beneficio di tutti.”

MARK VICTOR HANSEN

Londra, Australia, Indonesia: sono in progressivo aumento i locali in cui è possibile bere un caffè, mangiare un gelato o, addirittura, consumare un pasto, “pagando” con prodotti in plastica riciclabile.

#LetsLiveClean, questo è l’hashtag promotore della campagna di sensibilizzazione promossa da Ecover, un’azienda che vende prodotti per l’igiene domestica e personale e che da sempre – come facilmente intuibile dal nome – si impegna per la lotta contro l’inquinamento ai fini della tutela ambientale.

Proprio ad Ecover si deve l’apertura del Rubbish Café, un locale situato a Covent Garden, nel cuore di Londra, in cui gli acquirenti possono pagare la propria consumazione con cannucce, bottiglie, tappi, contenitori: qualsiasi oggetto di plastica, insomma, a patto che esso sia riciclabile. Il concept e l’intento educativo nascosti dietro questa iniziativa sembrano essere parecchio apprezzati dal pubblico, che forma lunghe file fuori dall’entrata del negozio, in attesa di poter gustare una delle proposte di cibo e bevande contenute nell’eco-menu del locale. Quest’ultimo, sembra scontato specificarlo, interamente plastic-free.

L’intento, come spiega Victoria Hunt- Taylor, direttrice marketing di Ecover, è quello di rivolgersi ad una clientela attenta e consapevole, sensibilizzandola a certe tematiche. Ed effettivamente l’idea sembra funzionare. “Crediamo che ogni singolo pezzo di plastica che venga messo in commercio debba essere riciclato in modo da riuscire a chiudere il cerchio.” È infatti poi compito dell’azienda rivendere e riciclare la plastica usata come merce di scambio.

Fortunatamente, l’iniziativa di Ecover non è l’unica nel suo genere. Analoga è infatti la campagna del caffè The Blue Room, nella North Stradbroke Island in Australia, chiamata Rubbish 4 Coffee. Tutti i clienti che si presenteranno in cassa con un secchiello contenente una serie di rifiuti raccolti in spiaggia potranno ottenere una tazza di caffè gratuita. Jennie Truman, la proprietaria del negozio, ha deciso di applicare la stessa politica anche alla propria gelateria, l’Oceanic Gelati Bar: un secchio di spazzatura in cambio di una coppetta di gelato. Lo scopo è quello di contrastare il diffuso fenomeno del beach littering, l’inquinamento delle spiagge causato dall’abbandono continuo ed indiscriminato di qualsiasi tipo di rifiuto.

Persino l’Indonesia, dove il problema dello smaltimento dei rifiuti si sta trasformando in una vera e propria emergenza, sta sperimentando delle soluzioni di questo genere. Nel ristorante Methane Gas Canteen, situato nelle vicinanze di una discarica, è possibile “pagare” un intero pasto consegnando ai gestori 20 kg di rifiuti in plastica.

Fortunatamente iniziative come queste contribuiscono ad aumentare la sensibilità e l’attenzione dell’opinione pubblica su tematiche così delicate ed attuali come l’inquinamento della plastica, che sta divenendo un problema di enormi proporzioni. Recente è anche il contribuito delle istituzioni europee al riguardo: la Commissione Europea ha infatti introdotto una nuova normativa per porre fine al commercio dei dieci più diffusi prodotti di plastica monouso che maggiormente danneggiano il pianeta: piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini e bastoncini per la pulizia delle orecchie, saranno tutti sostituiti con materiali di fabbricazione eco-friendly.

FONTI:

ecover.com

rivista natura.com

ehabitat.com

 

IMMAGINI E VIDEO:

Copertina

Video

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *